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	<title>Demetrio Caccamo &#187; politica</title>
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		<title>ITALIANISTAN</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 11:25:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho ricevuto via mail questa inquietante lettera e l&#8217;ho trovata pubblicata su parecchi blog. Ritengo sia quasi doveroso pubblicarla anche in questo spazio: Salve sono un cittadino dell&#8217;Italianistan. Vivo a Milano 2, in un palazzo costruito dal Presidente del Consiglio. Lavoro a Milano in una azienda di cui è mero azionista il Presidente del Consiglio. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho ricevuto via mail questa inquietante lettera e l&#8217;ho trovata pubblicata su parecchi blog. Ritengo sia quasi doveroso pubblicarla anche in questo spazio:</p>
<blockquote><p>Salve sono un cittadino dell&#8217;Italianistan.<br />
Vivo a Milano 2, in un palazzo costruito dal Presidente del Consiglio.</p>
<p>Lavoro a Milano in una azienda di cui è mero azionista il Presidente del Consiglio.</p>
<p>Anche l&#8217;assicurazione dell&#8217;auto con cui mi reco a lavoro è del Presidente del Consiglio,<br />
come del Presidente del Consiglio l&#8217;assicurazione che gestisce la mia previdenza integrativa .</p>
<p>Mi fermo tutte le mattine a comprare il giornale, di cui è proprietario il Presidente del Consiglio.<br />
Quando devo andare in banca, vado a quella del Presidente del Consiglio.<br />
Al pomeriggio, esco dal lavoro e vado a far spesa in un Ipermercato del Presidente del Consiglio,<br />
dove compro prodotti realizzati da aziende partecipate dal Presidente del Consiglio.<br />
Alla sera, se decido di andare al cinema, vado in una sala del circuito di proprietà del Presidente del Consiglio</p>
<p>e guardo un film prodotto e distribuito da una società del Presidente del Consiglio (questi film godono anche di finanziamenti pubblici elargiti dal governo presieduto dal Presidente del Consiglio).</p>
<p>Se invece la sera rimango a casa, spesso guardo la TV del Presidente del Consiglio</p>
<p>con decoder prodotto da società del Presidente del Consiglio,</p>
<p>dove i film realizzati da società del Presidente del Consiglio<br />
sono continuamente intertrotti da spot realizzati dall&#8217;agenzia pubblicitario del Presidente del Consiglio.</p>
<p>Soprattutto guardo i risultati delle partite, perché faccio il tifo per la squadra di cui il Presidente del Consiglio è proprietario.</p>
<p>Quando non guardo la TV del Presidente del Consiglio,<br />
guardo la RAI, i cui dirigenti sono stati nominati dai parlamentari che il Presidente del Consiglio ha fatto eleggere.</p>
<p>Allora mi stufo e vado a navigare un po&#8217; in internet, con provider del Presidente del Consiglio..</p>
<p>Se però non ho proprio voglia di TV o di navigare in internet, leggo un libro, la cui casa editrice è di proprietà del Presidente del Consiglio.</p>
<p>Naturalmente, giustamente, come tutti i paesi Democratici e Liberali, anche il Italianistan è il Presidente del Consiglio,</p>
<p>che predispone le leggi che vengono approvati da un Parlamento dove la maggioranza è composta da dipendenti ed avvocati del Presidente del Consiglio,<br />
e conforme a ciò la Magistratura è un mero Organo del Governo presieduto dal Presidente del Consiglio.<br />
Che governa nel Mio esclusivo interesse. Per fortuna.</p></blockquote>
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		<title>A proposito di cani antidroga a scuola</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Nov 2006 20:31:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Alla luce dei recenti fatti inerenti la presenza di droga nelle scuole, che hanno determinato un attivo intervento delle forze di polizia all’interno delle scuole superiori, ho ritenuto opportuno presentare un’interpellanza inerente il tema dei controlli con i cani antidroga estesi anche alle scuole medie della nostra città. La stessa è stata discussa nella seduta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla luce dei recenti fatti inerenti la presenza di droga nelle scuole, che hanno determinato un attivo intervento delle forze di polizia all’interno delle scuole superiori, ho ritenuto opportuno presentare un’interpellanza inerente il tema dei controlli con i cani antidroga estesi anche alle scuole medie della nostra città. La stessa è stata discussa nella seduta del Consiglio Comunale di Lodi del 6/11/2006 ed è scaturita dalla considerazione che da alcuni anni a Lodi (come in altre città) si effettuano periodicamente ispezioni nelle scuole superiori con i cani antidroga.<span id="more-37"></span><br />
Personalmente reputo “eccessivo” il ricorso a questo tipo di intervento, ancor più per la dichiarata volontà di adottarlo nelle scuole secondarie di primo grado dove è da sempre alta la vigilanza sia durante le attività didattiche sia durante le attività ricreative e ciò avviene, di regola, con l’impiego di personale docente e non docente.<br />
Non è mia intenzione descrivere le scuole medie come “isole felici” ma vorrei dar rilievo al “forte impatto”, anche “emotivo” che susciterebbe l’ingresso dei cani nelle aule ed il tipo di messaggio distorto che ne potrebbe derivare anche in funzione di ciò che ogni ragazzo, vista l’età, potrebbe riportare a casa.<br />
E’ quindi quanto meno auspicabile che tale iniziativa possa essere messa in atto solo se richiesta dalla autorità scolastica in quanto le scuole stesse hanno gli organi competenti preposti a gestire situazioni di rischio: dal Consiglio di classe aperto ai genitori, al dirigente scolastico, al Consiglio di Istituto, che sono in grado di cogliere e denunciare atteggiamenti pericolosi, così come fanno, nella quotidianità, nell’affrontare le situazioni problematiche di disagio adolescenziale che emergono durante l’anno scolastico.<br />
Su questo è ben sviluppata da anni e con risultati di tutto rispetto, soprattutto in funzione dell’interesse e della partecipazione, la collaborazione intrapresa tra il mondo della scuola e le ASL grazie agli interventi di esperti tramite percorsi mirati all’interno delle classi. Lo stesso dicasi per altri enti, quali la Croce Rossa Italiana che, quando interpellati, danno il loro apporto con il personale specializzato per incontrare i ragazzi.<br />
Per questi motivi ritengo che l’Amministrazione Comunale possa e debba esprimersi sull’argomento qui segnalato per comunicare la volontà nel promuovere forme di dialogo costruttivo tra la realtà scolastica e le forze dell’ordine anche invitando queste ultime a mettere a disposizione delle scuole i propri funzionari esperti per promuovere incontri di formazione all’interno dei progetti di educazione alla salute.<br />
Le scuole medie della nostra città hanno infatti attuato già da anni progetti di educazione alla salute proprio perché riconosciuto che gli allievi appartengono ad una fascia di età ancora non pienamente a rischio ma che si appresta ad essere esposta alle lusinghe delle nuove esperienze, senza che queste si accompagnino a valutazioni critiche delle conseguenze.<br />
Nel quadro delle attività di prevenzione delle situazioni di disagio, supportate da un’attività di informazione e soprattutto formazione, l’amministrazione comunale potrà quindi effettuare degli interventi nelle proprie scuole coinvolgendo in maniera autorevole e significativa i vari testimonial. Tra questi in primo luogo le forze dell’ordine con le quali già in passato si sono affrontati dei percorsi comuni sul tema specifico degli stupefacenti e della legalità, ciò ai fini di una collaborazione sicuramente apprezzata da studenti e genitori e che potrà rappresentare un rinforzo ed una legittimazione significativa dell’attività dei docenti.<br />
Apprezzo quindi l’attenzione prestata all’interpellanza da parte dell’Assessore Zaninelli, soprattutto per l’impegno assunto, volto a sensibilizzare sia i dirigenti scolastici che le forze dell’ordine ai fini di una efficace collaborazione sui temi proposti.</p>
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		<title>Convenzione tra il Comune di Lodi e le scuole dell’infanzia paritarie cittadine</title>
		<link>http://www.demetriocaccamo.it/2006/10/19/convenzione-tra-il-comune-di-lodi-e-le-scuole-dell%e2%80%99infanzia-paritarie-cittadine/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Oct 2006 20:33:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella seduta del Consiglio Comunale del 18/10/06 è stata approvata la Convenzione tra il Comune di Lodi e le scuole dell’infanzia paritarie cittadine. Le 7 scuole, nell’ordine: * Scuola dell’infanzia Sacra Famiglia 3 sezioni * Scuola dell’infanzia Maria Ausiliatrice 3 sezioni * Scuola dell’infanzia Madre Cabrini 3 sezioni * Scuola dell’infanzia Pio XII 1 sezione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella seduta del Consiglio Comunale del 18/10/06 è stata approvata la Convenzione tra il Comune di Lodi e le scuole dell’infanzia paritarie cittadine.<br />
Le 7 scuole, nell’ordine:</p>
<p>    * Scuola dell’infanzia Sacra Famiglia 3 sezioni<br />
    * Scuola dell’infanzia Maria Ausiliatrice 3 sezioni<br />
    * Scuola dell’infanzia Madre Cabrini 3 sezioni<br />
    * Scuola dell’infanzia Pio XII 1 sezione<br />
    * Scuola dell’infanzia San Francesco 1 sezione<br />
    * Scuola dell’infanzia Scaglioni 3 sezioni<br />
    * Scuola dell’infanzia Canossa 3 sezioni</p>
<p>usufruiranno in totale di una cifra pari a 320.000 € per ciascun anno scolastico e per il triennio 2005/07, in aumento rispetto alla convenzione precedente (280.000 €).<br />
A Lodi, di 1.200 allievi in età prescolare, 400 di essi frequentano le scuole paritarie.<br />
Di seguito il testo del mio intervento al Consiglio Comunale oltre ad una ricca serie di documenti relativi al dibattito che si è sviluppato tra le forze politiche:<br />
L’approvazione della convenzione porta avanti un percorso che, come in molte altre parti d’Italia, si è diffuso e consolidato come forma stabile di collaborazione tra i Comuni e le scuole dell’infanzia paritarie.<br />
La personale lettura di questa scelta vede l’Amministrazione Comunale riconoscere la rilevanza per la comunità locale del servizio pubblico garantito da tali scuole e sostenerne la gestione delle stesse sulla base di impegni “reciproci”.<br />
E’ proprio il “sistema convenzione” lo strumento giuridico tipico della collaborazione, anche economica, tra soggetti che perseguono fini di interesse generale in cui la nostra Amministrazione Comunale fa riferimento a terzi nell’erogazione di un servizio pubblico, ma riconosce e sostiene proprio perché «pubblico» un servizio offerto alla comunità da altri enti presenti sul territorio.<br />
La scuola, infatti, come ribadito dal ministro Fioroni, da chiunque gestita, è «pubblica» per sua natura e che la legge 62/2000 sulla parità scolastica riconosce espressamente che le scuole paritarie svolgono un servizio pubblico e sono « costitutive» del sistema nazionale di istruzione. Anche per questo nella proposta di legge della finanziaria 2007 gli stanziamenti per le scuole non statali sono “…incrementati complessivamente di 100 milioni di euro, da destinarsi prioritariamente alle scuole dell’infanzia” (Art. 68 comma 12)<br />
Sostenere il sistema integrato delle scuole dell’infanzia per il nostro Comune è inoltre l’unico modo per rispondere alla crescente domanda delle famiglie, da leggersi quindi come una importante occasione per consolidare e ulteriormente rilanciare una positiva collaborazione.<br />
E’ giusto quindi inquadrare questa convenzione non solo in termini di spesa ma anche di investimento su una risorsa che ritorna in casa delle famiglie e degli amministratori. Un ente locale che investe sulla scuola lo fa in quanto scuola e non su un privato e questo va a beneficio di tutti, per questo è altresì doveroso riconoscere che da parte dell’Amministrazione Comunale non sono mai venuti meno gli interventi a sostegno delle scuole statali, non ultimi quelli espressi con l’approvazione del Piano del diritto allo studio, meno di un mese fa, in seno al Consiglio Comunale stesso.<br />
Bisogna anche prendere atto che, da quando esistono le convenzioni, le scuole paritarie hanno incrementato gli investimenti, si sono potenziate ed il numero di sezioni è aumentato.<br />
In questo contesto, però, è utile fare qualche ulteriore considerazione inerente la globalità dei servizi offerti, mi riferisco in particolare all’inserimento in dette scuole degli alunni diversamente abili e degli stranieri.<br />
L’Art. 3 della convenzione, al punto b detta un forte richiamo alla tutela dell’inserimento di bambini/e portatori/trici di handicap, confermando la disponibilità dell’Amministrazione verso concrete forme di supporto.<br />
Per il discorso stranieri ritengo sia opportuno dare inizio ad un altro percorso comune con le scuole dell’infanzia della nostra città orientato verso protocolli unitari.<br />
Questo per evitare che si creino scuole dell’infanzia la cui progettualità è forzatamente impostata (in termini numerici) ai fini dell’accoglienza e dell’alfabetizzazione e scuole dove il numero degli alunni stranieri è irrisorio (come oggi nelle paritarie) creando ancor più disequilibrio formativo nel nostro territorio.<br />
Si tratta di un processo in continuo mutamento: i piccoli stranieri crescono e la scuola dell’infanzia non può pensare che l’integrazione dei nuovi alunni avvenga “naturalmente”: Servono strumenti che rendano questo lavoro efficace e utile, per i bambini e per le scuole.<br />
Dai dati sulla presenza degli alunni stranieri, rilevati attraverso il Sistema Informativo del MIUR nello scorso mese di febbraio emerge che il loro numero, in termini assoluti, è cresciuto dallo scorso anno in tutta la Lombardia ( arrivando all’11%). In Provincia di Lodi abbiamo visto un aumento che ha fatto assestare il dato percentuale alunni stranieri in età prescolare al 13,6%.<br />
Viene spontaneo chiedersi se non sia possibile trovare un modo per agevolare anche per questo settore l’inserimento di questi bambini nelle paritarie.<br />
Considerando un chiaro valore aggiunto la presenza di scuole paritarie all’interno del nostro sistema scolastico, si auspica che il loro lavoro possa essere svolto sempre più in sinergia con le esigenze del territorio e in collaborazione con gli enti locali.</p>
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		<title>Cani antidroga a scuola</title>
		<link>http://www.demetriocaccamo.it/2006/10/09/cani-antidroga-a-scuola/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Oct 2006 20:19:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Il testo dell’interpellanza da me presentata al Comune di Lodi il 9/10/2006 * Alla luce dei recenti fatti inerenti la presenza di droga nelle scuole, che hanno determinato un attivo intervento delle forze di polizia all’interno delle scuole superiori. * reputando eccessivo il ricorso ai cani antidroga, ancor più per la dichiarata volontà di utilizzarli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il testo dell’interpellanza da me presentata al Comune di Lodi il 9/10/2006</p>
<p>* Alla luce dei recenti fatti inerenti la presenza di droga nelle scuole, che hanno determinato un attivo intervento delle forze di polizia all’interno delle scuole superiori.<br />
* reputando eccessivo il ricorso ai cani antidroga, ancor più per la dichiarata volontà di utilizzarli nelle scuole secondarie di primo grado<br />
* auspicando che tale iniziativa possa essere messa in atto solo se richiesta dalla autorità scolastica<br />
* ritenendo che l’Amministrazione Comunale possa e debba esprimersi sull’argomento qui segnalato<br />
* interpella il Sindaco per comunicare la volontà dell’Amministrazione Comunale nel promuovere forme di dialogo costruttivo tra la realtà scolastica e le forze dell’ordine anche invitando queste ultime a mettere a disposizione delle scuole i propri funzionari esperti per promuovere incontri di formazione all’interno dei progetti di educazione alla salute.</p>
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		<title>Ordine del giorno software open source e comunicazione digitale</title>
		<link>http://www.demetriocaccamo.it/2006/09/30/ordine-del-giorno-software-open-source-e-comunicazione-digitale/</link>
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		<pubDate>Sat, 30 Sep 2006 20:16:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il testo dell’ordine del giorno presentato al Consiglio Comunale del 19 aprile 2006 Il Consiglio Comunale di Lodi, Vista la Direttiva del Ministero per l’Innovazione e le Tecnologie del 19 dicembre 2003, “Sviluppo ed utilizzazione dei programmi informatici da parte delle pubbliche amministrazioni” . Considerate le indicazioni del D.L. Del 7 marzo 2005, meglio noto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il testo dell’ordine del giorno presentato al Consiglio Comunale del 19 aprile 2006</p>
<p>Il Consiglio Comunale di Lodi,</p>
<p>Vista la Direttiva del Ministero per l’Innovazione e le Tecnologie del 19 dicembre 2003, “Sviluppo ed utilizzazione dei programmi informatici da parte delle pubbliche amministrazioni” .</p>
<p>Considerate le indicazioni del D.L. Del 7 marzo 2005, meglio noto come “Codice dell’Amministrazione digitale”.</p>
<p>Vista la legge n. 4, 9 gennaio 2004 “Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici”</p>
<p>Invita la Giunta Comunale</p>
<p>✔ ad incentivare l’utilizzo di software open source nell’ottica di un percorso che porti al suo graduale incremento all’interno della P.A, mirante, oltre che a favorire il risparmio economico, anche alla diffusione e alla conoscenza del software libero e, a parità di compatibilità, per avvantaggiarsi in termini di riuso, con particolare attenzione al software di produttività personale.</p>
<p>✔ a creare iniziative per diffondere fin dalle scuole secondarie di primo grado la conoscenza non solo del software proprietario ma anche del software libero e open source.</p>
<p>✔ a creare le condizioni per rafforzare il processo di partecipazione di cittadini ed imprese con i vari settori della Pubblica Amministrazione, tramite gli strumenti delle nuove tecnologie (internet e posta elettronica) e con il supporto di interventi quali:<br />
- implementazione di una newsletter istituzionale;<br />
- pubblicazione di sondaggi e contributi dei cittadini;<br />
- utilizzo della telefonia VOIP, sfruttando il collegamento internet per le comunicazioni vocali.<br />
- promozione di iniziative volte a favorire l’alfabetizzazione informatica con particolare riguardo alle categorie a rischio di esclusione, anche al fine di favorire l’utilizzo dei servizi telematici della Pubblica Amministrazione.</p>
<p>✔ a monitorare sull’attuazione dei requisiti di accessibilità dei propri strumenti informatici anche mediante l’istituzione di un comitato tecnico di vigilanza.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L’incoerenza digitale di forza italia</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Sep 2006 20:14:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[informatica]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Ripercorrendo i temi delle mozioni e degli ordini del giorno presentati in occasione del consiglio comunale del 19 aprile riteniamo sia necessaria qualche considerazione anche e soprattutto in relazione all’intervento del consigliere Maggi. Nel suo intervento il consigliere di FI ha più volte ribadito la necessità di pubblicare sul sito del Comune di Lodi l’albo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ripercorrendo i temi delle mozioni e degli ordini del giorno presentati in occasione del consiglio comunale del 19 aprile riteniamo sia necessaria qualche considerazione anche e soprattutto in relazione all’intervento del consigliere Maggi. Nel suo intervento il consigliere di FI ha più volte ribadito la necessità di pubblicare sul sito del Comune di Lodi l’albo dei contributi erogati dallo stesso Comune con i nomi dei relativi beneficiari.<span id="more-25"></span><br />
Dalla necessità di preservare la privacy delle persone fisiche dalla pubblicazione anche in base alle norme sulla tutela del trattamento dei dati personali nasce la decisione della maggioranza di non dare assenso a questa proposta.<br />
Su questo punto basta fare riferimento al dl 30/6/2003 dove gli art. 1 e 3 fanno un chiaro riferimento alla riservatezza, all’identità personale e al diritto alla protezione dei dati personali.<br />
La situazione anomala riguarda invece la discussione di due mozioni e la votazione del conseguente ordine del giorno presentato dal gruppo dei Democratici di Sinistra. Le mozioni riguardavano l’introduzione del software “open source” nella PA e alcune proposte in “termini di comunicazione digitale e accessibilità” del sito web del Comune di Lodi.<br />
Al termine della loro presentazione sempre il consigliere Maggi nella sua dichiarazione riteneva di condividere tutta la linea del documento presentato; al momento della votazione ha però votato contro.<br />
Il dubbio è lecito: il consigliere Maggi e FI condividevano il merito dell’OdG dei DS fin quando la maggioranza di sinistra ha dichiarato che avrebbe votato contro alla sua proposta di pubblicare i beneficiari dei contributi comunali?<br />
Evitiamo di commentare altri interventi di alcuni consiglieri del centro-destra che hanno dimostrato evidenti limiti riguardo alle nuove tecnologie e all’innovazione. Esponenti della Casa delle Libertà hanno definito il software “open source” non rispettoso della proprietà intellettuale. Ci limitiamo a rispondere che è dal software “open source” che è nato il software proprietario e che anche nel Lodigiano un’azienda informatica di primissimo livello nazionale utilizza e vende software “open source” nei suoi prodotti; dubitiamo che a questa azienda lodigiana farà piacere sentirsi definire indirettamente “poco rispettosa della proprietà intellettuale”.<br />
Ma dal punto di vista politico la cosa più incomprensibile resta il fatto che il centro-destra Lodigiano ha votato contro dei provvedimenti che si rifanno fedelmente alle direttive del Ministro Stanca del governo Berlusconi.<br />
Ricapitolando il centro-destra in Comune ha detto no all’introduzione del software “open source nella PA” d irettiva del Ministero per l’Innovazione e le Tecnologie del 19 dicembre 2003.<br />
Ha detto no anche al “Codice dell’Amministrazione digitale” del D.L. del 7 marzo 2005 e alla legge n. 4, 9 gennaio 2004 “Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici” votati all’unanimità dal Parlamento.<br />
Ancora una volta la destra locale dimostra di preferire logiche di ottusa contrapposizione in riferimento a provvedimenti che provengono addirittura dal Governo nazionale del loro stesso colore…</p>
<p>Demetrio Caccamo e Matteo D’Agostino, consiglieri comunali Ds di Lodi</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Piano di diritto allo studio 2006 Comune di Lodi</title>
		<link>http://www.demetriocaccamo.it/2006/09/30/piano-di-diritto-allo-studio-2006-comune-di-lodi/</link>
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		<pubDate>Sat, 30 Sep 2006 20:08:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Di seguito il testo dell’intervento nell’ambito della discussione sul Piano di diritto allo studio nel Consiglio Comunale del 28 settembre Dall’analisi del documento di Piano sul diritto allo studio nascono queste mie considerazioni di sicura condivisione delle linee programmatiche per tutta una serie di aspetti che evidenziano l’attenzione della Amministrazione Comunale nei confronti del mondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di seguito il testo dell’intervento nell’ambito della discussione sul Piano di diritto allo studio nel Consiglio Comunale del 28 settembre</p>
<p>Dall’analisi del documento di Piano sul diritto allo studio nascono queste mie considerazioni di sicura condivisione delle linee programmatiche per tutta una serie di aspetti che evidenziano l’attenzione della Amministrazione Comunale nei confronti del mondo della scuola, troppe volte lasciato da parte e considerato spesso come una mera spesa e non come un investimento, un pò come affermare che il futuro può attendere e che possono attendere anche la coerenza e la credibilità della politica.<br />
Condivido, dicevo, gli aspetti del piano, a partire dal tema della Refezione Scolastica: pur essendo cambiata l’Azienda che eroga i pasti, è rimasto comunque invariato il costo del buono per i cittadini.<span id="more-18"></span><br />
Da apprezzare, in termini di innovazione, l’introduzione del badge elettronico per le famiglie, grazie al quale alle stesse è finalmente risparmiata la laboriosità delle operazioni di acquisto.<br />
Ritengo utile sottolineare ancor più l’importanza dei servizi che continuiamo ad offrire quali il trasporto alunni gratuito e la particolare attenzione nei confronti degli alunni diversamente abili.<br />
Importanti altresì gli interventi a sostegno del P.O.F. che, seppur esigui rispetto alle effettive esigenze progettuali di ogni scuola, rappresentano un importante supporto soprattutto in funzione della riforma (in conclusione di ciclo nelle scuole secondarie di 1° grado)</p>
<p>Da porre in rilievo inoltre l’impegno che è stato profuso, nella primavera scorsa, a tutela delle Scuole secondarie di 1° grado in periferia, mi riferisco in particolare alla scuola Spezzaferri, succursale della Don Milani.<br />
Mi auguro infatti che non abbia a ripetersi la situazione che è in corso in questo anno scolastico in termini numerici di distribuzione degli allievi nelle scuole medie di Lodi.<br />
Giova ricordare che quest’anno abbiamo assistito ad una anomala affluenza verso le scuole medie del centro a discapito delle sedi di periferia.<br />
Abbiamo oggi la scuola Cazzulani che ha accolto alunni più di quanto ne potesse contenere; un buon numero di famiglie, pur residenti nel bacino d’utenza di periferia, ha scelto di iscrivere i propri figli nelle scuole del centro e la scuola ha accettato le iscrizioni indiscriminatamente. Come conseguenza la scuola rigetta sull’Amministrazione le problematiche relative agli spazi esigui dimenticando che le sono comunque stati dati degli spazi adeguati e su di essi deve modellare la sua offerta formativa.<br />
Non è il caso di analizzare, specie in questa sede, le cause nè tanto meno prendere in considerazione le “mode” che sequenzialmente si verificano in termini di scelte nella nostra città. Mi preme invece soffermarmi sulle conseguenze: basti pensare agli orari di ingresso ed uscita e le ripercussioni sul traffico veicolare in prossimità della scuola : inquinamento, impedimento della normale mobilità, rischio per l’incolumità degli alunni.<br />
Altro fattore, non meno importante è rappresentato dal conseguente calo di iscritti nelle scuole di periferia con rischi quali la sparizione di dirigenze (con meno di 500 alunni) e conseguenti accorpamenti che complicano e rendono ancor più disarticolata la progettualità delle scuole inserite in territori anche molto diversi tra loro, perdendo così offerte formative e concentrando il tutto in uno o due “contenitori”.</p>
<p>Tale situazione è ancor più aggravata dalla iscrizione alla Scuola Cazzulani degli alunni provenienti da Montanaso che fino ad un anno fa frequentavano la Scuola Spezzaferri.<br />
E’ giusto pensare che ogni comune deve far fronte ai bisogni dei propri cittadini che ne pagano le tasse. Il Comune di Montanaso però, già da tempo ha deciso di non mandare più a Tavazzano (bacino naturale d’utenza) i suoi alunni, ma a Lodi. La richiesta è stata rivolta al Comune ed è stata accettata a condizione che gli alunni frequentassero nella scuola meno affollata: la scuola media Spezzaferri. Quando due – tre anni fa hanno cambiato istituto di riferimento, il Cazzulani ha affermato di avere spazio per riceverli senza problemi. Diversa è la situazione di quest’anno, visto che la loro iscrizione comporta un aggravio di utilizzo degli stessi spazi, magari a discapito di aree destinate allo sviluppo delle attività proprie della scuola.<br />
In questo conteso è auspicabile, che lo spazio del secondo piano della scuola torni alla scuola, ma oltre che previsto e concordato con gli attuali occupanti, è giusto che vada a beneficio di usi utili e concordati con l’Amministrazione cittadina che è la proprietaria dell’immobile.</p>
<p>Vero è che le scuole esercitano la loro autonomia funzionale in base alla quale sono chiamate a definire e gestire l’offerta formativa nei singoli contesti locali ma è altrettanto vero che, come in tutti i settori che offrono servizi ai cittadini, gli Enti Locali sono chiamati a svolgere un ruolo decisivo anche supportati dalla legge in termini di interventi perequativi, come nel nostro caso.<br />
Per questi motivi ritengo che l’Amministrazione Comunale può e deve disporre tutti gli strumenti atti ad un riequilibrio della situazione iscrizioni tramite, per esempio, conferenze di servizio permanenti e tavoli di lavoro con i dirigenti scolastici, sia per prevenire le situazioni suddette sia tenendo altresì conto che il personale docente e non docente, su organico provinciale, è comunque lo stesso ed ha tutto l’interesse ad operare in condizioni di stabilità.<br />
Ente locale, provincia compresa, e scuola quindi non più come entità staccate, ognuna con i rispettivi ambiti di attribuzione e responsabilità, ma parti di un meccanismo che abbiano ciascuna non solo specifiche funzioni ma specifiche funzionalità rispetto al corretto andamento generale. Di qui la necessità di decisioni comuni che non siano solo sistematiche, ovvero ripetute con regolarità a determinate scadenze, ma soprattutto sistemiche, tengano cioè conto delle possibili varianti e delle esigenze di ciascuno, confrontandosi con il territorio e delineandone progetti comuni.<br />
In conclusione sento quindi la necessità di affermare che è fondamentale che il piano per il diritto allo studio nasca da un confronto partecipato sia con le componenti scolastiche, sia con i cittadini dei vari quartieri. Alcuni progetti di “bilancio partecipativo” che coinvolgono le scuole stanno dando i primi buoni risultati. Bisogna procedere su questa strada da poco timidamente imboccata e sviluppare il metodo partecipativo.<br />
Per il dimensionamento scolastico è importante mantenere il più possibile l’autonomia delle dirigenze senza “accorpamenti” al risparmio. Unire (solo se si rende necessario per oggettive situazioni di sofferenza) plessi scolastici vicini e che, sommati, dispongano di sufficienti locali per consentire una didattica operativa ed espressiva (spazi per laboratori, attività motorie, ecc…): evitare quindi che si formino scuole che offrano meno opportunità di altre e non chiudere i plessi nei quartieri periferici.<br />
In ambito del supporto ai progetti culturali e didattici è importante che il Comune in accordo con tutti i soggetti interessati arrivi ad elaborare un vero piano di intervento a sostegno dell’offerta formativa delle scuole lodigiane.<br />
Bisogna cercare di fare un passo avanti concordando, per esempio, ad inizio anno scolastico alcune linee strategiche fra comune e scuole e, ma solo in seconda battuta, enti esterni.<br />
Lo scopo è un’incentivazione alle scuole a mettersi in rete per affrontare esigenze e problemi comuni (senza disperdere risorse in tanti rivoli) definendo anno per anno le linee educative concordate, e di temi ne abbiamo tanti, dalla educazione alla pace, all’ambiente, all’accoglienza, ancor più sentita con l’ingresso degli alunni stranieri nelle nostre classi.</p>
<p>Il <a href="http://demetrio.files.wordpress.com/2006/10/dititto_studio_cittadino.pdf"><strong>testo della lettera</strong></a> pubblicata sul Cittadino del 4 ottobre 2006</p>
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		<title>Il sito web del Comune di Lodi: Proposte in termini di comunicazione digitale e accessibilità .</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Sep 2006 23:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[informatica]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Di seguito il testo della mozione da me presentata al Consiglio Comunale di Lodi del 19 aprile 2006 Lodi, 06/06/2005 Spett.li Sig. Presidente Consiglio Comunale Sig. Sindaco La sempre maggiore diffusione delle nuove tecnologie ha sicuramente migliorato i rapporti tra P.A. e cittadini garantendo a questi ultimi la possibilità di effettuare una serie di percorsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di seguito il testo della mozione da me presentata al Consiglio Comunale di Lodi del 19 aprile 2006</p>
<p>Lodi, 06/06/2005</p>
<p>Spett.li<br />
Sig. Presidente Consiglio Comunale<br />
Sig. Sindaco<br />
La sempre maggiore diffusione delle nuove tecnologie ha sicuramente migliorato i rapporti tra P.A. e cittadini garantendo a questi ultimi la possibilità di effettuare una serie di percorsi che in passato erano molto meno immediati.<br />
Questo stato di fatto, relazionandolo alle aumentate richieste da parte dei cittadini, dà mandato alla P.A. di soddisfare un ampio quadro di bisogni che via via sono emersi in modo sempre più insistente anche nel nostro territorio.<span id="more-1"></span><br />
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 112 del 16 Maggio 2005 (Supplemento Ordinario n.93) è stato pubblicato il Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n.82, “Codice dell’amministrazione digitale” (una vera e propria “costituzione digitale”) che in settantasei articoli definisce diritti e doveri, principi e prospettive del cittadino italiano nella Società dell’Informazione. Contemporaneamente fornisce i principi operativi con cui tali diritti e doveri si possono concretizzare. In questo modo semplifica il sistema giuridico di riferimento e lo rende più efficace.<br />
L’ ART. 53 (Caratteristiche dei siti) e l’ ART. 54 (Contenuto dei siti delle pubbliche amministrazioni) danno chiare indicazioni sui percorsi che deve intraprendere la P.A. oltre che sugli obblighi spettanti ai dirigenti delle istituzioni.<br />
Prendendo atto che oggi il rapporto con i cittadini si è modificato in termini soprattutto di simultaneità: buona parte delle informazioni del Comune, per esempio, sono sempre raggiungibili senza bisogno di uno spostamento “fisico”,resta da chiarire fino a che punto al cittadino viene richiesto un coinvolgimento.<br />
Il sito del Comune di Lodi è strutturato per svolgere attività di comunicazione istituzionale (eventi, ordinamenti, indirizzi utili,), non eroga servizi on line e non contiene strumenti partecipativi.<br />
Siamo di fronte ad un tipo di comunicazione uno a molti dove , ancora una volta, non viene favorita la diminuzione del distacco realmente esistente tra P.A. e cittadino.<br />
Oltre a questi limiti che è sicuramente possibile sanare, è oltremodo importante considerare il discorso dell’accessibilità e dell’usabilita del sito stesso dove intendasi con “accessibilità”la capacità dei sistemi informatici di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari ( L. n. 4, 9 gennaio 2004 “Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici” Art.2 ) .<br />
Definizione complementare alla precedente, non prioritaria rispetto all’altra, è l’usabilità, intesa come “il grado in cui il prodotto può essere usato da specifici utenti per raggiungere specifici obiettivi con efficacia, efficienza e soddisfazione in uno specifico contesto d’uso” (Standard ISO 9241-11)<br />
E’ giusto sottolineare chi sono comunque i beneficiari dell’accessibilità, cioè le persone che soffrono di disabilità che influenzano la capacità di accedere al web e quindi alla fruizione oltre che delle informazioni, anche e soprattutto delle interazioni che il sito del Comune dovrebbe prendere in considerazione:<br />
cecità<br />
ipovisione/cecità ai colori<br />
sordità<br />
mancanza o impossibilità di usare gli arti superiori<br />
dislessia<br />
epilessia<br />
ritardo mentale<br />
Ma parlare di accessibilità solo in riferimento alle disabilità sarebbe riduttivo; le pagine web accessibili devono essere fruibili anche per chi: ha problemi della vista (miopi, presbiti, cataratta, anziani), naviga utilizzando programmi obsoleti o poco diffusi, dispone di hardware obsoleto e connessioni lente, utilizza altri dispositivi di accesso a Internet diversi dai pc, usa sistemi e periferiche poco comuni, dispone di scarsa o nulla preparazione informatica, dispone di un livello culturale basso, parla un’altra lingua e ha una conoscenza ridotta della lingua italiana.<br />
Da questo quadro si evince come esista il rischio che il processo di innovazione tecnologica determini forme di emarginazione forse ancora più pericolose di quelle tradizionali e per questi motivi<br />
si invita l’Amministrazione Comunale<br />
a creare le condizioni, mediante l’attuazione di interventi mirati, affinché si possa rafforzare il processo di partecipazione dei cittadini con il sostegno delle nuove tecnologie e con il rispetto ai riferimenti legislativi su citati.<br />
In particolare,<br />
per quanto riguarda l’incentivazione del coinvolgimento dei cittadini, rafforzare e/o strutturare exnovo i seguenti strumenti all’interno del sito del Comune:<br />
1 maggiore capillarizzazione delle informazioni anche mediante attivazione di newsletter istituzionali;<br />
2 pubblicazione dei monitoraggi sulla qualità dei servizi e/o sulla soddisfazione dell’utenza;<br />
3 presenza di indirizzi mail del vertice politico e dei responsabili amministrativi anche attraverso 4 form per l’invio di segnalazioni e/o richieste;<br />
5 pubblicazione di FAQ desunte dai contributi dei cittadini;<br />
6 questionari o sondaggi on line ( da rimandare al punto 2);<br />
7 strutturazione di un blog tra cittadini e/o tra cittadini e amministratori inerente la vita della città;<br />
Una risposta più “tecnica” si rende necessaria in termini di accessibilità ed usabilità del sito stesso. (Decreto del Presidente della Repubblica, 1 marzo 2005, n. 75 Regolamento di attuazione della legge 9 gennaio 2004, n. 4 per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici) , in particolare è richiesta una analisi dei requisiti da sottoporre a verifica tecnica, in riferimento allo studio sulle linee guida recanti i requisiti tecnici e i diversi livelli per l’accessibilità e le metodologie tecniche per la verifica dell’accessibilità (legge 4 del 2004, art. 11 comma a e b) Versione 3 Dicembre 2004.<br />
Demetrio CACCAMO<br />
Matteo D’AGOSTINO<br />
Domenico VISIGALLI<br />
Andrea FRIGNANI<br />
Gruppo Consiliare DS</p>
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