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	<title>Demetrio Caccamo &#187; LIM</title>
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		<title>IMPARARE IN digitale</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 09:31:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Sole 24 ore Con la lavagna interattiva le scuole italiane sperimentano la tecnologia. A patto di usarla come mezzo di innovazione della didattica, non come megafono della lezione frontale DI MARTA MAINIERI «La formula di Erone è sempre un po&#8217; antipatica» afferma Demetrio Caccamo, insegnante di matematica alla scuola media Spezzaferri di Lodi; e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.novaonline.ilsole24ore.com/economia-conoscenza/2010/01/21/6_A.php"><img class="size-full wp-image-76" title="nova09_testata_logo" src="http://www.demetriocaccamo.it/wp-content/uploads/2010/02/nova09_testata_logo.jpg" alt="" width="240" height="93" /></a> Il Sole 24 ore</p>
<p>Con la lavagna interattiva le scuole italiane sperimentano la tecnologia. A patto di usarla come mezzo di innovazione della didattica, non come megafono della lezione frontale <br /><span id="more-75"></span></p>
<p>DI MARTA MAINIERI<br />
«La formula di Erone è sempre un po&#8217; antipatica» afferma Demetrio Caccamo, insegnante di matematica alla scuola media Spezzaferri di Lodi; e allora, per impararla, tutti in palestra! È qui che il professor Caccamo insieme ai suoi ragazzi identifica e fotografa la superficie di un quadrilatero irregolare, per poi scaricarla sulla lavagna interattiva una volta tornati in classe, tratteggiarne i lati con la penna digitale, e calcolarne la superficie. Al termine della spiegazione si procede con gli esercizi, scaricati da siti come pernigo.com o matematicamente.it. E per scienze? Su You Tube o TeacherTube, dove si trovano video di alta qualità adatti agli studenti. «La lezione la costruisco sempre in classe insieme ai ragazzi, cercando di seguire la loro curiosità».<br />
Caccamo, che utilizza la lavagna interattiva dal 2005, oggi è tutor Lim (lavagna interattiva multimediale) e la sua scuola polo dell&#8217;insegnamento multimediale con 11 lavagne, due delle quali sono arrivate l&#8217;anno scorso, a seguito del piano di diffusione del ministero che prevede di installare 16mila lavagne nelle classi della scuola di primo grado durante questo anno scolastico e di formare circa 50mila insegnanti. «La Lim – continua Caccamo – è il primo strumento dai tempi della lavagna di ardesia a entrare in classe e a essere integrato nella lezione come le cartine geografiche o il libro di testo». Uno strumento didattico oltre che tecnologico sulle cui potenzialità, chi lo utilizza abitualmente sembra non avere dubbi.<br />
«La Lim – afferma per esempio Maria Giaele Infantino, anche lei tutor Lim e insegnante di lettere alla scuola media Correnti del quartiere Olmi di Milano (scuola polo per le Lim) – accresce la motivazione e la partecipazione attiva degli studenti grazie alla varietà di strumenti che mette a disposizione: se l&#8217;insegnante ha le idee chiare e punta a coinvolgere i ragazzi in prima persona, la lezione si può trasformare in una vera e propria esperienza di apprendimento, che si adatta ai diversi stili cognitivi degli alunni». Così, per esempio, il cammino di Santiago di Compostela diventa un tracciato su Google Earth, e le tappe, momenti di approfondimento multidisciplinare. Roncisvalle? Ricorda Orlando e la sua chanson, e via su Google a cercare foto e informazioni.<br />
«I bambini si mostrano più interessati e attenti perché la Lim favorisce la didattica costruttivista» afferma Francesca Panzica che, in una scuola elementare di Lastra Signa, a Firenze, insegna l&#8217;inglese attraverso video e giochi scaricati da internet e attività interattive collegate allo storytelling. «Il focus – continua – non è più sull&#8217;insegnante &#8220;elargitore&#8221; di conoscenza ma sul contenuto. La possibilità di salvare quanto realizzato in classe, poi, permette di ripensare l&#8217;attività e costituisce un ottimo feedback per apportare le correzioni necessarie». Uno strumento che risponde, inoltre, allo stile di apprendimento dei nativi digitali, abituati a muoversi e a imparare attraverso schermi, icone, suoni, giochi, navigazioni virtuali.<br />
«I bambini – spiega Alessandro Rabbone che sta sperimentando con una prima elementare di Torino il kit Wiidea (sorta di lavagna interattiva fai-da-te, a bassissimo costo) – non rimangono sorpresi davanti a una Lim. Per loro è solo un grande computer come quello che hanno a casa. Abituarli fin da piccoli a utilizzare le tecnologie significa sperimentare nuovi modi di apprendimento più adatti a loro, ma anche insegnargli un uso consapevole delle tecnologie».<br />
Fin qui &#8220;sperimentatori&#8221; e &#8220;tecnoentusiasti&#8221;, coloro, cioè, che mostrano una certa familiarità con le tecnologie e che, venuti in contatto con la Lim grazie spesso alla lungimiranza di alcuni dirigenti, ne hanno sperimentato l&#8217;utilizzo il più delle volte in maniera autodidatta. Accanto a loro ci sono gli &#8220;scettici&#8221;, coloro che lamentano la difficoltà di utilizzo dello strumento (pari a quella di un computer), la sua delicatezza, e la difficoltà di sistemarlo nelle nostre aule, che fa sì che cavi e fili elettrici si ritrovino spesso &#8220;a penzoloni&#8221; in mezzo alla classe. Disponendo non più di una lavagna interattiva per istituto, infatti, la Lim molto spesso viene collocata ancora in aule condivise, e non in classe dove sarebbe più stabile e soprattutto costituirebbe un tacito ma forte invito a essere usata. È, infatti, questo l&#8217;obiettivo più importante del piano di formazione ministeriale che accompagna la diffusione della Lim, almeno così assicura Massimo Faggioli responsabile didattica e formazione Indire, l&#8217;Agenzia nazionale per lo sviluppo scolastico: «L&#8217;obiettivo del piano è far entrare la lavagna in aula e quindi nella didattica degli insegnanti. Gli istituti che hanno richiesto le lavagne hanno dovuto indicare le classi in cui verranno installate e i rispettivi docenti da formare».<br />
Il piano, per quest&#8217;anno scolastico, prevede una breve formazione teorica di familiarizzazione con la tecnologia e una fase di accompagnamento alle attività didattiche. Rimarrà al singolo insegnante e alla sua creatività come adattare lo strumento alla propria idea pedagogica, «se un docente ha il desiderio di interpretare l&#8217;insegnamento come ricerca, multidisciplinarietà, scoperta, allora la lavagna funzionerà benissimo – conclude Faggioli –. Se invece utilizzerà la Lim come megafono della lezione frontale allora, probabilmente, non ne coglierà fino in fondo la sua portata più innovativa».</p>
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		<title>Servizio del TG5 sulle LIM</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 12:18:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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