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	<title>Demetrio Caccamo &#187; informatica</title>
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		<title>IMPARARE IN digitale</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 09:31:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Sole 24 ore Con la lavagna interattiva le scuole italiane sperimentano la tecnologia. A patto di usarla come mezzo di innovazione della didattica, non come megafono della lezione frontale DI MARTA MAINIERI «La formula di Erone è sempre un po&#8217; antipatica» afferma Demetrio Caccamo, insegnante di matematica alla scuola media Spezzaferri di Lodi; e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.novaonline.ilsole24ore.com/economia-conoscenza/2010/01/21/6_A.php"><img class="size-full wp-image-76" title="nova09_testata_logo" src="http://www.demetriocaccamo.it/wp-content/uploads/2010/02/nova09_testata_logo.jpg" alt="" width="240" height="93" /></a> Il Sole 24 ore</p>
<p>Con la lavagna interattiva le scuole italiane sperimentano la tecnologia. A patto di usarla come mezzo di innovazione della didattica, non come megafono della lezione frontale <br /><span id="more-75"></span></p>
<p>DI MARTA MAINIERI<br />
«La formula di Erone è sempre un po&#8217; antipatica» afferma Demetrio Caccamo, insegnante di matematica alla scuola media Spezzaferri di Lodi; e allora, per impararla, tutti in palestra! È qui che il professor Caccamo insieme ai suoi ragazzi identifica e fotografa la superficie di un quadrilatero irregolare, per poi scaricarla sulla lavagna interattiva una volta tornati in classe, tratteggiarne i lati con la penna digitale, e calcolarne la superficie. Al termine della spiegazione si procede con gli esercizi, scaricati da siti come pernigo.com o matematicamente.it. E per scienze? Su You Tube o TeacherTube, dove si trovano video di alta qualità adatti agli studenti. «La lezione la costruisco sempre in classe insieme ai ragazzi, cercando di seguire la loro curiosità».<br />
Caccamo, che utilizza la lavagna interattiva dal 2005, oggi è tutor Lim (lavagna interattiva multimediale) e la sua scuola polo dell&#8217;insegnamento multimediale con 11 lavagne, due delle quali sono arrivate l&#8217;anno scorso, a seguito del piano di diffusione del ministero che prevede di installare 16mila lavagne nelle classi della scuola di primo grado durante questo anno scolastico e di formare circa 50mila insegnanti. «La Lim – continua Caccamo – è il primo strumento dai tempi della lavagna di ardesia a entrare in classe e a essere integrato nella lezione come le cartine geografiche o il libro di testo». Uno strumento didattico oltre che tecnologico sulle cui potenzialità, chi lo utilizza abitualmente sembra non avere dubbi.<br />
«La Lim – afferma per esempio Maria Giaele Infantino, anche lei tutor Lim e insegnante di lettere alla scuola media Correnti del quartiere Olmi di Milano (scuola polo per le Lim) – accresce la motivazione e la partecipazione attiva degli studenti grazie alla varietà di strumenti che mette a disposizione: se l&#8217;insegnante ha le idee chiare e punta a coinvolgere i ragazzi in prima persona, la lezione si può trasformare in una vera e propria esperienza di apprendimento, che si adatta ai diversi stili cognitivi degli alunni». Così, per esempio, il cammino di Santiago di Compostela diventa un tracciato su Google Earth, e le tappe, momenti di approfondimento multidisciplinare. Roncisvalle? Ricorda Orlando e la sua chanson, e via su Google a cercare foto e informazioni.<br />
«I bambini si mostrano più interessati e attenti perché la Lim favorisce la didattica costruttivista» afferma Francesca Panzica che, in una scuola elementare di Lastra Signa, a Firenze, insegna l&#8217;inglese attraverso video e giochi scaricati da internet e attività interattive collegate allo storytelling. «Il focus – continua – non è più sull&#8217;insegnante &#8220;elargitore&#8221; di conoscenza ma sul contenuto. La possibilità di salvare quanto realizzato in classe, poi, permette di ripensare l&#8217;attività e costituisce un ottimo feedback per apportare le correzioni necessarie». Uno strumento che risponde, inoltre, allo stile di apprendimento dei nativi digitali, abituati a muoversi e a imparare attraverso schermi, icone, suoni, giochi, navigazioni virtuali.<br />
«I bambini – spiega Alessandro Rabbone che sta sperimentando con una prima elementare di Torino il kit Wiidea (sorta di lavagna interattiva fai-da-te, a bassissimo costo) – non rimangono sorpresi davanti a una Lim. Per loro è solo un grande computer come quello che hanno a casa. Abituarli fin da piccoli a utilizzare le tecnologie significa sperimentare nuovi modi di apprendimento più adatti a loro, ma anche insegnargli un uso consapevole delle tecnologie».<br />
Fin qui &#8220;sperimentatori&#8221; e &#8220;tecnoentusiasti&#8221;, coloro, cioè, che mostrano una certa familiarità con le tecnologie e che, venuti in contatto con la Lim grazie spesso alla lungimiranza di alcuni dirigenti, ne hanno sperimentato l&#8217;utilizzo il più delle volte in maniera autodidatta. Accanto a loro ci sono gli &#8220;scettici&#8221;, coloro che lamentano la difficoltà di utilizzo dello strumento (pari a quella di un computer), la sua delicatezza, e la difficoltà di sistemarlo nelle nostre aule, che fa sì che cavi e fili elettrici si ritrovino spesso &#8220;a penzoloni&#8221; in mezzo alla classe. Disponendo non più di una lavagna interattiva per istituto, infatti, la Lim molto spesso viene collocata ancora in aule condivise, e non in classe dove sarebbe più stabile e soprattutto costituirebbe un tacito ma forte invito a essere usata. È, infatti, questo l&#8217;obiettivo più importante del piano di formazione ministeriale che accompagna la diffusione della Lim, almeno così assicura Massimo Faggioli responsabile didattica e formazione Indire, l&#8217;Agenzia nazionale per lo sviluppo scolastico: «L&#8217;obiettivo del piano è far entrare la lavagna in aula e quindi nella didattica degli insegnanti. Gli istituti che hanno richiesto le lavagne hanno dovuto indicare le classi in cui verranno installate e i rispettivi docenti da formare».<br />
Il piano, per quest&#8217;anno scolastico, prevede una breve formazione teorica di familiarizzazione con la tecnologia e una fase di accompagnamento alle attività didattiche. Rimarrà al singolo insegnante e alla sua creatività come adattare lo strumento alla propria idea pedagogica, «se un docente ha il desiderio di interpretare l&#8217;insegnamento come ricerca, multidisciplinarietà, scoperta, allora la lavagna funzionerà benissimo – conclude Faggioli –. Se invece utilizzerà la Lim come megafono della lezione frontale allora, probabilmente, non ne coglierà fino in fondo la sua portata più innovativa».</p>
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		<title>Web accessibile a scuola</title>
		<link>http://www.demetriocaccamo.it/2006/11/21/web-accessibile-a-scuola/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Nov 2006 20:21:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[informatica]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[L’evento, organizzato dall’IWA Italy, dall’Incomedia e dall’ITST “A. Gentileschi”, con la collaborazione dell’associazione Matite nel Web, dell’USR Lombardia Porte Aperte sul Web, e della Fondazione Torino Wireless, vuole essere un’occasione di riflessione su come diffondere la cultura dell’accessibilità nel mondo della scuola oltre che di esposizione di alcune pratiche che possono essere replicate come modello. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_33" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.demetriocaccamo.it/wp-content/uploads/2010/02/web_accessibile.jpg"><img class="size-medium wp-image-33" title="web_accessibile" src="http://www.demetriocaccamo.it/wp-content/uploads/2010/02/web_accessibile-300x165.jpg" alt="" width="300" height="165" /></a><p class="wp-caption-text">web accessibile</p></div>
<p>L’evento, organizzato dall’<strong>IWA Italy</strong>, dall’<strong>Incomedia</strong> e dall’<strong>ITST “A. Gentileschi”</strong>, con la collaborazione dell’associazione <strong>Matite nel Web</strong>, dell’USR Lombardia <strong>Porte Aperte sul Web</strong>, e della Fondazione <strong>Torino Wireless</strong>, vuole essere un’occasione di riflessione su come diffondere la cultura dell’accessibilità nel mondo della scuola oltre che di esposizione di alcune pratiche che possono essere replicate come modello.</p>
<p><strong>Programma:</strong></p>
<ul>
<li>Moderatore: <strong>Emil Abirascid</strong>, <em>Giornalista</em></li>
<li><strong>Agostino Miele</strong>, <em>ITST “A. Gentileschi”</em>
<ul>
<li>Benvenuto e Presentazione della Tavola Rotonda.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Stefano Rossi</strong>, <em>FISH (Federazione Italiana Superamento Handicap)</em>
<ul>
<li>Comunicazione e Libertà: l’importanza di comunicare per identificarsi e crescere.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Marco Bertoni</strong>, <em>IWA Italy</em>
<ul>
<li>Formazione: Formare i docenti e sensibilizzare gli studenti sui temi dell’accessibilità.</li>
<li>Formazione: Oltre i requisiti per riscoprire l’importanza dei contenuti.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Alberto Ardizzone</strong>, <em>Porte Aperte sul Web</em>
<ul>
<li>Pensare accessibile a scuola si può.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Francesca Scalabrini</strong>, <em>IRRE Lombardia</em>
<ul>
<li>Sito scolastico: didattica, comunicazione, servizio.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Demetrio Caccamo</strong>, <em>Associazione Matite nel Web</em>
<ul>
<li>Esperienze: Creazione di un sito accessibile.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Stefano Ranfagni</strong>, <em>Incomedia</em>
<ul>
<li>Strumenti: Introduzione agli strumenti automatici per la creazione di siti web accessibili</li>
<li>Strumenti: Un software per rendere accessibile l’accessibilità.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>Il programma degli interventi, la locandina dell’evento e maggiori informazioni su come iscriversi sono disponibili su:<br />
<strong><a href="http://www.websitex5.com/accessibile/convegno_milano.html"> http://www.websitex5.com/accessibile/convegno_milano.html</a></strong></p>
<p>﻿</p>
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		<title>Ordine del giorno software open source e comunicazione digitale</title>
		<link>http://www.demetriocaccamo.it/2006/09/30/ordine-del-giorno-software-open-source-e-comunicazione-digitale/</link>
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		<pubDate>Sat, 30 Sep 2006 20:16:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[informatica]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il testo dell’ordine del giorno presentato al Consiglio Comunale del 19 aprile 2006 Il Consiglio Comunale di Lodi, Vista la Direttiva del Ministero per l’Innovazione e le Tecnologie del 19 dicembre 2003, “Sviluppo ed utilizzazione dei programmi informatici da parte delle pubbliche amministrazioni” . Considerate le indicazioni del D.L. Del 7 marzo 2005, meglio noto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il testo dell’ordine del giorno presentato al Consiglio Comunale del 19 aprile 2006</p>
<p>Il Consiglio Comunale di Lodi,</p>
<p>Vista la Direttiva del Ministero per l’Innovazione e le Tecnologie del 19 dicembre 2003, “Sviluppo ed utilizzazione dei programmi informatici da parte delle pubbliche amministrazioni” .</p>
<p>Considerate le indicazioni del D.L. Del 7 marzo 2005, meglio noto come “Codice dell’Amministrazione digitale”.</p>
<p>Vista la legge n. 4, 9 gennaio 2004 “Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici”</p>
<p>Invita la Giunta Comunale</p>
<p>✔ ad incentivare l’utilizzo di software open source nell’ottica di un percorso che porti al suo graduale incremento all’interno della P.A, mirante, oltre che a favorire il risparmio economico, anche alla diffusione e alla conoscenza del software libero e, a parità di compatibilità, per avvantaggiarsi in termini di riuso, con particolare attenzione al software di produttività personale.</p>
<p>✔ a creare iniziative per diffondere fin dalle scuole secondarie di primo grado la conoscenza non solo del software proprietario ma anche del software libero e open source.</p>
<p>✔ a creare le condizioni per rafforzare il processo di partecipazione di cittadini ed imprese con i vari settori della Pubblica Amministrazione, tramite gli strumenti delle nuove tecnologie (internet e posta elettronica) e con il supporto di interventi quali:<br />
- implementazione di una newsletter istituzionale;<br />
- pubblicazione di sondaggi e contributi dei cittadini;<br />
- utilizzo della telefonia VOIP, sfruttando il collegamento internet per le comunicazioni vocali.<br />
- promozione di iniziative volte a favorire l’alfabetizzazione informatica con particolare riguardo alle categorie a rischio di esclusione, anche al fine di favorire l’utilizzo dei servizi telematici della Pubblica Amministrazione.</p>
<p>✔ a monitorare sull’attuazione dei requisiti di accessibilità dei propri strumenti informatici anche mediante l’istituzione di un comitato tecnico di vigilanza.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L’incoerenza digitale di forza italia</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Sep 2006 20:14:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[informatica]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Ripercorrendo i temi delle mozioni e degli ordini del giorno presentati in occasione del consiglio comunale del 19 aprile riteniamo sia necessaria qualche considerazione anche e soprattutto in relazione all’intervento del consigliere Maggi. Nel suo intervento il consigliere di FI ha più volte ribadito la necessità di pubblicare sul sito del Comune di Lodi l’albo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ripercorrendo i temi delle mozioni e degli ordini del giorno presentati in occasione del consiglio comunale del 19 aprile riteniamo sia necessaria qualche considerazione anche e soprattutto in relazione all’intervento del consigliere Maggi. Nel suo intervento il consigliere di FI ha più volte ribadito la necessità di pubblicare sul sito del Comune di Lodi l’albo dei contributi erogati dallo stesso Comune con i nomi dei relativi beneficiari.<span id="more-25"></span><br />
Dalla necessità di preservare la privacy delle persone fisiche dalla pubblicazione anche in base alle norme sulla tutela del trattamento dei dati personali nasce la decisione della maggioranza di non dare assenso a questa proposta.<br />
Su questo punto basta fare riferimento al dl 30/6/2003 dove gli art. 1 e 3 fanno un chiaro riferimento alla riservatezza, all’identità personale e al diritto alla protezione dei dati personali.<br />
La situazione anomala riguarda invece la discussione di due mozioni e la votazione del conseguente ordine del giorno presentato dal gruppo dei Democratici di Sinistra. Le mozioni riguardavano l’introduzione del software “open source” nella PA e alcune proposte in “termini di comunicazione digitale e accessibilità” del sito web del Comune di Lodi.<br />
Al termine della loro presentazione sempre il consigliere Maggi nella sua dichiarazione riteneva di condividere tutta la linea del documento presentato; al momento della votazione ha però votato contro.<br />
Il dubbio è lecito: il consigliere Maggi e FI condividevano il merito dell’OdG dei DS fin quando la maggioranza di sinistra ha dichiarato che avrebbe votato contro alla sua proposta di pubblicare i beneficiari dei contributi comunali?<br />
Evitiamo di commentare altri interventi di alcuni consiglieri del centro-destra che hanno dimostrato evidenti limiti riguardo alle nuove tecnologie e all’innovazione. Esponenti della Casa delle Libertà hanno definito il software “open source” non rispettoso della proprietà intellettuale. Ci limitiamo a rispondere che è dal software “open source” che è nato il software proprietario e che anche nel Lodigiano un’azienda informatica di primissimo livello nazionale utilizza e vende software “open source” nei suoi prodotti; dubitiamo che a questa azienda lodigiana farà piacere sentirsi definire indirettamente “poco rispettosa della proprietà intellettuale”.<br />
Ma dal punto di vista politico la cosa più incomprensibile resta il fatto che il centro-destra Lodigiano ha votato contro dei provvedimenti che si rifanno fedelmente alle direttive del Ministro Stanca del governo Berlusconi.<br />
Ricapitolando il centro-destra in Comune ha detto no all’introduzione del software “open source nella PA” d irettiva del Ministero per l’Innovazione e le Tecnologie del 19 dicembre 2003.<br />
Ha detto no anche al “Codice dell’Amministrazione digitale” del D.L. del 7 marzo 2005 e alla legge n. 4, 9 gennaio 2004 “Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici” votati all’unanimità dal Parlamento.<br />
Ancora una volta la destra locale dimostra di preferire logiche di ottusa contrapposizione in riferimento a provvedimenti che provengono addirittura dal Governo nazionale del loro stesso colore…</p>
<p>Demetrio Caccamo e Matteo D’Agostino, consiglieri comunali Ds di Lodi</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il sito web del Comune di Lodi: Proposte in termini di comunicazione digitale e accessibilità .</title>
		<link>http://www.demetriocaccamo.it/2006/09/29/ciao-mondo/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Sep 2006 23:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[informatica]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Di seguito il testo della mozione da me presentata al Consiglio Comunale di Lodi del 19 aprile 2006 Lodi, 06/06/2005 Spett.li Sig. Presidente Consiglio Comunale Sig. Sindaco La sempre maggiore diffusione delle nuove tecnologie ha sicuramente migliorato i rapporti tra P.A. e cittadini garantendo a questi ultimi la possibilità di effettuare una serie di percorsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di seguito il testo della mozione da me presentata al Consiglio Comunale di Lodi del 19 aprile 2006</p>
<p>Lodi, 06/06/2005</p>
<p>Spett.li<br />
Sig. Presidente Consiglio Comunale<br />
Sig. Sindaco<br />
La sempre maggiore diffusione delle nuove tecnologie ha sicuramente migliorato i rapporti tra P.A. e cittadini garantendo a questi ultimi la possibilità di effettuare una serie di percorsi che in passato erano molto meno immediati.<br />
Questo stato di fatto, relazionandolo alle aumentate richieste da parte dei cittadini, dà mandato alla P.A. di soddisfare un ampio quadro di bisogni che via via sono emersi in modo sempre più insistente anche nel nostro territorio.<span id="more-1"></span><br />
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 112 del 16 Maggio 2005 (Supplemento Ordinario n.93) è stato pubblicato il Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n.82, “Codice dell’amministrazione digitale” (una vera e propria “costituzione digitale”) che in settantasei articoli definisce diritti e doveri, principi e prospettive del cittadino italiano nella Società dell’Informazione. Contemporaneamente fornisce i principi operativi con cui tali diritti e doveri si possono concretizzare. In questo modo semplifica il sistema giuridico di riferimento e lo rende più efficace.<br />
L’ ART. 53 (Caratteristiche dei siti) e l’ ART. 54 (Contenuto dei siti delle pubbliche amministrazioni) danno chiare indicazioni sui percorsi che deve intraprendere la P.A. oltre che sugli obblighi spettanti ai dirigenti delle istituzioni.<br />
Prendendo atto che oggi il rapporto con i cittadini si è modificato in termini soprattutto di simultaneità: buona parte delle informazioni del Comune, per esempio, sono sempre raggiungibili senza bisogno di uno spostamento “fisico”,resta da chiarire fino a che punto al cittadino viene richiesto un coinvolgimento.<br />
Il sito del Comune di Lodi è strutturato per svolgere attività di comunicazione istituzionale (eventi, ordinamenti, indirizzi utili,), non eroga servizi on line e non contiene strumenti partecipativi.<br />
Siamo di fronte ad un tipo di comunicazione uno a molti dove , ancora una volta, non viene favorita la diminuzione del distacco realmente esistente tra P.A. e cittadino.<br />
Oltre a questi limiti che è sicuramente possibile sanare, è oltremodo importante considerare il discorso dell’accessibilità e dell’usabilita del sito stesso dove intendasi con “accessibilità”la capacità dei sistemi informatici di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari ( L. n. 4, 9 gennaio 2004 “Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici” Art.2 ) .<br />
Definizione complementare alla precedente, non prioritaria rispetto all’altra, è l’usabilità, intesa come “il grado in cui il prodotto può essere usato da specifici utenti per raggiungere specifici obiettivi con efficacia, efficienza e soddisfazione in uno specifico contesto d’uso” (Standard ISO 9241-11)<br />
E’ giusto sottolineare chi sono comunque i beneficiari dell’accessibilità, cioè le persone che soffrono di disabilità che influenzano la capacità di accedere al web e quindi alla fruizione oltre che delle informazioni, anche e soprattutto delle interazioni che il sito del Comune dovrebbe prendere in considerazione:<br />
cecità<br />
ipovisione/cecità ai colori<br />
sordità<br />
mancanza o impossibilità di usare gli arti superiori<br />
dislessia<br />
epilessia<br />
ritardo mentale<br />
Ma parlare di accessibilità solo in riferimento alle disabilità sarebbe riduttivo; le pagine web accessibili devono essere fruibili anche per chi: ha problemi della vista (miopi, presbiti, cataratta, anziani), naviga utilizzando programmi obsoleti o poco diffusi, dispone di hardware obsoleto e connessioni lente, utilizza altri dispositivi di accesso a Internet diversi dai pc, usa sistemi e periferiche poco comuni, dispone di scarsa o nulla preparazione informatica, dispone di un livello culturale basso, parla un’altra lingua e ha una conoscenza ridotta della lingua italiana.<br />
Da questo quadro si evince come esista il rischio che il processo di innovazione tecnologica determini forme di emarginazione forse ancora più pericolose di quelle tradizionali e per questi motivi<br />
si invita l’Amministrazione Comunale<br />
a creare le condizioni, mediante l’attuazione di interventi mirati, affinché si possa rafforzare il processo di partecipazione dei cittadini con il sostegno delle nuove tecnologie e con il rispetto ai riferimenti legislativi su citati.<br />
In particolare,<br />
per quanto riguarda l’incentivazione del coinvolgimento dei cittadini, rafforzare e/o strutturare exnovo i seguenti strumenti all’interno del sito del Comune:<br />
1 maggiore capillarizzazione delle informazioni anche mediante attivazione di newsletter istituzionali;<br />
2 pubblicazione dei monitoraggi sulla qualità dei servizi e/o sulla soddisfazione dell’utenza;<br />
3 presenza di indirizzi mail del vertice politico e dei responsabili amministrativi anche attraverso 4 form per l’invio di segnalazioni e/o richieste;<br />
5 pubblicazione di FAQ desunte dai contributi dei cittadini;<br />
6 questionari o sondaggi on line ( da rimandare al punto 2);<br />
7 strutturazione di un blog tra cittadini e/o tra cittadini e amministratori inerente la vita della città;<br />
Una risposta più “tecnica” si rende necessaria in termini di accessibilità ed usabilità del sito stesso. (Decreto del Presidente della Repubblica, 1 marzo 2005, n. 75 Regolamento di attuazione della legge 9 gennaio 2004, n. 4 per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici) , in particolare è richiesta una analisi dei requisiti da sottoporre a verifica tecnica, in riferimento allo studio sulle linee guida recanti i requisiti tecnici e i diversi livelli per l’accessibilità e le metodologie tecniche per la verifica dell’accessibilità (legge 4 del 2004, art. 11 comma a e b) Versione 3 Dicembre 2004.<br />
Demetrio CACCAMO<br />
Matteo D’AGOSTINO<br />
Domenico VISIGALLI<br />
Andrea FRIGNANI<br />
Gruppo Consiliare DS</p>
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