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	<title>Demetrio Caccamo</title>
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		<title>Non ci sono parole</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 11:12:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.demetriocaccamo.it/wp-content/uploads/2010/06/unita_10.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-187" title="povera italia" src="http://www.demetriocaccamo.it/wp-content/uploads/2010/06/unita_10.jpg" alt="povera italia" width="374" height="520" /></a></p>
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		<title>Dov&#8217;è il centro destra a Lodi?</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 21:16:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il cittadino del 10/06/2010]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" title="Il centro destra a Lodi" src="http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc3/hs533.snc3/30252_436005484415_581854415_5734881_2787970_n.jpg" alt="Il centro destra a Lodi" width="535" height="719" /><br />
Il cittadino del 10/06/2010</p>
]]></content:encoded>
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		<title>ITALIANISTAN</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 11:25:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho ricevuto via mail questa inquietante lettera e l&#8217;ho trovata pubblicata su parecchi blog. Ritengo sia quasi doveroso pubblicarla anche in questo spazio: Salve sono un cittadino dell&#8217;Italianistan. Vivo a Milano 2, in un palazzo costruito dal Presidente del Consiglio. Lavoro a Milano in una azienda di cui è mero azionista il Presidente del Consiglio. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho ricevuto via mail questa inquietante lettera e l&#8217;ho trovata pubblicata su parecchi blog. Ritengo sia quasi doveroso pubblicarla anche in questo spazio:</p>
<blockquote><p>Salve sono un cittadino dell&#8217;Italianistan.<br />
Vivo a Milano 2, in un palazzo costruito dal Presidente del Consiglio.</p>
<p>Lavoro a Milano in una azienda di cui è mero azionista il Presidente del Consiglio.</p>
<p>Anche l&#8217;assicurazione dell&#8217;auto con cui mi reco a lavoro è del Presidente del Consiglio,<br />
come del Presidente del Consiglio l&#8217;assicurazione che gestisce la mia previdenza integrativa .</p>
<p>Mi fermo tutte le mattine a comprare il giornale, di cui è proprietario il Presidente del Consiglio.<br />
Quando devo andare in banca, vado a quella del Presidente del Consiglio.<br />
Al pomeriggio, esco dal lavoro e vado a far spesa in un Ipermercato del Presidente del Consiglio,<br />
dove compro prodotti realizzati da aziende partecipate dal Presidente del Consiglio.<br />
Alla sera, se decido di andare al cinema, vado in una sala del circuito di proprietà del Presidente del Consiglio</p>
<p>e guardo un film prodotto e distribuito da una società del Presidente del Consiglio (questi film godono anche di finanziamenti pubblici elargiti dal governo presieduto dal Presidente del Consiglio).</p>
<p>Se invece la sera rimango a casa, spesso guardo la TV del Presidente del Consiglio</p>
<p>con decoder prodotto da società del Presidente del Consiglio,</p>
<p>dove i film realizzati da società del Presidente del Consiglio<br />
sono continuamente intertrotti da spot realizzati dall&#8217;agenzia pubblicitario del Presidente del Consiglio.</p>
<p>Soprattutto guardo i risultati delle partite, perché faccio il tifo per la squadra di cui il Presidente del Consiglio è proprietario.</p>
<p>Quando non guardo la TV del Presidente del Consiglio,<br />
guardo la RAI, i cui dirigenti sono stati nominati dai parlamentari che il Presidente del Consiglio ha fatto eleggere.</p>
<p>Allora mi stufo e vado a navigare un po&#8217; in internet, con provider del Presidente del Consiglio..</p>
<p>Se però non ho proprio voglia di TV o di navigare in internet, leggo un libro, la cui casa editrice è di proprietà del Presidente del Consiglio.</p>
<p>Naturalmente, giustamente, come tutti i paesi Democratici e Liberali, anche il Italianistan è il Presidente del Consiglio,</p>
<p>che predispone le leggi che vengono approvati da un Parlamento dove la maggioranza è composta da dipendenti ed avvocati del Presidente del Consiglio,<br />
e conforme a ciò la Magistratura è un mero Organo del Governo presieduto dal Presidente del Consiglio.<br />
Che governa nel Mio esclusivo interesse. Per fortuna.</p></blockquote>
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		<title>IMPARARE IN digitale</title>
		<link>http://www.demetriocaccamo.it/2010/02/18/imparare-in-digitale/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 09:31:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[informatica]]></category>
		<category><![CDATA[LIM]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Sole 24 ore Con la lavagna interattiva le scuole italiane sperimentano la tecnologia. A patto di usarla come mezzo di innovazione della didattica, non come megafono della lezione frontale DI MARTA MAINIERI «La formula di Erone è sempre un po&#8217; antipatica» afferma Demetrio Caccamo, insegnante di matematica alla scuola media Spezzaferri di Lodi; e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.novaonline.ilsole24ore.com/economia-conoscenza/2010/01/21/6_A.php"><img class="size-full wp-image-76" title="nova09_testata_logo" src="http://www.demetriocaccamo.it/wp-content/uploads/2010/02/nova09_testata_logo.jpg" alt="" width="240" height="93" /></a> Il Sole 24 ore</p>
<p>Con la lavagna interattiva le scuole italiane sperimentano la tecnologia. A patto di usarla come mezzo di innovazione della didattica, non come megafono della lezione frontale <br /><span id="more-75"></span></p>
<p>DI MARTA MAINIERI<br />
«La formula di Erone è sempre un po&#8217; antipatica» afferma Demetrio Caccamo, insegnante di matematica alla scuola media Spezzaferri di Lodi; e allora, per impararla, tutti in palestra! È qui che il professor Caccamo insieme ai suoi ragazzi identifica e fotografa la superficie di un quadrilatero irregolare, per poi scaricarla sulla lavagna interattiva una volta tornati in classe, tratteggiarne i lati con la penna digitale, e calcolarne la superficie. Al termine della spiegazione si procede con gli esercizi, scaricati da siti come pernigo.com o matematicamente.it. E per scienze? Su You Tube o TeacherTube, dove si trovano video di alta qualità adatti agli studenti. «La lezione la costruisco sempre in classe insieme ai ragazzi, cercando di seguire la loro curiosità».<br />
Caccamo, che utilizza la lavagna interattiva dal 2005, oggi è tutor Lim (lavagna interattiva multimediale) e la sua scuola polo dell&#8217;insegnamento multimediale con 11 lavagne, due delle quali sono arrivate l&#8217;anno scorso, a seguito del piano di diffusione del ministero che prevede di installare 16mila lavagne nelle classi della scuola di primo grado durante questo anno scolastico e di formare circa 50mila insegnanti. «La Lim – continua Caccamo – è il primo strumento dai tempi della lavagna di ardesia a entrare in classe e a essere integrato nella lezione come le cartine geografiche o il libro di testo». Uno strumento didattico oltre che tecnologico sulle cui potenzialità, chi lo utilizza abitualmente sembra non avere dubbi.<br />
«La Lim – afferma per esempio Maria Giaele Infantino, anche lei tutor Lim e insegnante di lettere alla scuola media Correnti del quartiere Olmi di Milano (scuola polo per le Lim) – accresce la motivazione e la partecipazione attiva degli studenti grazie alla varietà di strumenti che mette a disposizione: se l&#8217;insegnante ha le idee chiare e punta a coinvolgere i ragazzi in prima persona, la lezione si può trasformare in una vera e propria esperienza di apprendimento, che si adatta ai diversi stili cognitivi degli alunni». Così, per esempio, il cammino di Santiago di Compostela diventa un tracciato su Google Earth, e le tappe, momenti di approfondimento multidisciplinare. Roncisvalle? Ricorda Orlando e la sua chanson, e via su Google a cercare foto e informazioni.<br />
«I bambini si mostrano più interessati e attenti perché la Lim favorisce la didattica costruttivista» afferma Francesca Panzica che, in una scuola elementare di Lastra Signa, a Firenze, insegna l&#8217;inglese attraverso video e giochi scaricati da internet e attività interattive collegate allo storytelling. «Il focus – continua – non è più sull&#8217;insegnante &#8220;elargitore&#8221; di conoscenza ma sul contenuto. La possibilità di salvare quanto realizzato in classe, poi, permette di ripensare l&#8217;attività e costituisce un ottimo feedback per apportare le correzioni necessarie». Uno strumento che risponde, inoltre, allo stile di apprendimento dei nativi digitali, abituati a muoversi e a imparare attraverso schermi, icone, suoni, giochi, navigazioni virtuali.<br />
«I bambini – spiega Alessandro Rabbone che sta sperimentando con una prima elementare di Torino il kit Wiidea (sorta di lavagna interattiva fai-da-te, a bassissimo costo) – non rimangono sorpresi davanti a una Lim. Per loro è solo un grande computer come quello che hanno a casa. Abituarli fin da piccoli a utilizzare le tecnologie significa sperimentare nuovi modi di apprendimento più adatti a loro, ma anche insegnargli un uso consapevole delle tecnologie».<br />
Fin qui &#8220;sperimentatori&#8221; e &#8220;tecnoentusiasti&#8221;, coloro, cioè, che mostrano una certa familiarità con le tecnologie e che, venuti in contatto con la Lim grazie spesso alla lungimiranza di alcuni dirigenti, ne hanno sperimentato l&#8217;utilizzo il più delle volte in maniera autodidatta. Accanto a loro ci sono gli &#8220;scettici&#8221;, coloro che lamentano la difficoltà di utilizzo dello strumento (pari a quella di un computer), la sua delicatezza, e la difficoltà di sistemarlo nelle nostre aule, che fa sì che cavi e fili elettrici si ritrovino spesso &#8220;a penzoloni&#8221; in mezzo alla classe. Disponendo non più di una lavagna interattiva per istituto, infatti, la Lim molto spesso viene collocata ancora in aule condivise, e non in classe dove sarebbe più stabile e soprattutto costituirebbe un tacito ma forte invito a essere usata. È, infatti, questo l&#8217;obiettivo più importante del piano di formazione ministeriale che accompagna la diffusione della Lim, almeno così assicura Massimo Faggioli responsabile didattica e formazione Indire, l&#8217;Agenzia nazionale per lo sviluppo scolastico: «L&#8217;obiettivo del piano è far entrare la lavagna in aula e quindi nella didattica degli insegnanti. Gli istituti che hanno richiesto le lavagne hanno dovuto indicare le classi in cui verranno installate e i rispettivi docenti da formare».<br />
Il piano, per quest&#8217;anno scolastico, prevede una breve formazione teorica di familiarizzazione con la tecnologia e una fase di accompagnamento alle attività didattiche. Rimarrà al singolo insegnante e alla sua creatività come adattare lo strumento alla propria idea pedagogica, «se un docente ha il desiderio di interpretare l&#8217;insegnamento come ricerca, multidisciplinarietà, scoperta, allora la lavagna funzionerà benissimo – conclude Faggioli –. Se invece utilizzerà la Lim come megafono della lezione frontale allora, probabilmente, non ne coglierà fino in fondo la sua portata più innovativa».</p>
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		<title>Progetto Compost</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 17:52:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho avuto l&#8217;idea di partecipare al Piano Nazionale Scuole Aperte, che mira a favorire la realizzazione di azioni destinate ad ampliare l&#8217;offerta formativa ed a valorizzare le specificità territoriali, con un progetto sul ciclo dei rifiuti umidi che, assieme all&#8217;Assessorato all&#8217;Ambiente del Comune di Lodi, abbiamo pensato di chiamare &#8220;per fare un albero ci vuole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-71" title="per fare un albero ci vuole un fiore" src="http://www.demetriocaccamo.it/wp-content/uploads/2010/02/logo-300x288.jpg" alt="" width="300" height="288" /></p>
<p>Ho avuto l&#8217;idea di partecipare al Piano Nazionale Scuole Aperte, che mira a favorire la realizzazione di azioni destinate ad ampliare l&#8217;offerta formativa ed a valorizzare le specificità territoriali, con un progetto sul ciclo dei rifiuti umidi che, assieme all&#8217;Assessorato all&#8217;Ambiente del Comune di Lodi, abbiamo pensato di chiamare <strong>&#8220;per fare un albero ci vuole un fiore&#8221; </strong><br />
Lo stesso Assessorato ha fornito alla nostra scuola un kit per la produzione del compost. L&#8217;obiettivo sarà quello di fare esperienza diretta sul funzionamento di una compostiera e relativo utilizzo del compost prodotto.<br />
<a href="http://www.scuoladonmilani.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=46:sito-in-costruzione&amp;catid=1:ultime">Per dettagli completi ed informazioni </a></p>
<p><a href="http://www.demetriocaccamo.it/wp-content/uploads/2010/02/compost_ilcittadino.pdf">L&#8217;Articolo del Cittadino</a><br />
Elenco delle testate nelle quali è stato pubblicato l&#8217;articolo da parte dell&#8217;ufficio stampa di Tradingenia:</p>
<ul>
<li><a href="http://eco-sostenibile.blogspot.com/2010/03/lodi-per-fare-un-albero-ci-vuole-il.html">corriere del web</a></li>
<li><a href="http://www.impresamia.com/dalla-home-page-commerciale/8021-ambiente-compost-progetto-per-le-scuole.html">IM &#8211; Impresa mia</a></li>
<li><a href="http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=102082">Eco dalle città</a></li>
<li><a href="http://www.100ambiente.it/index.php?/archives/666-A-Lodi-Per-fare-un-albero...-ci-vuole-il-compost.html">100Ambiente</a></li>
<li><a href="http://www.natura360.it/articoli-web/ogni-scuola-ne-dovrebbe-avere-uno-lesempio-di-lodi/">Natura 360</a></li>
<li><a href="http://goodnews.ws/2010/03/10/a-lodi-per-fare-un-albero-ci-vuole-il-compost/">Goodnews</a></li>
<li><a href="http://guide.supereva.it/vivere_ecologicamente/interventi/2010/03/a-lodi-per-fare-un-albero...-ci-vuole-il-compost">Supereva</a></li>
<li><a href="http://www.greencity.it/news/1933/lodi-in-una-scuola-si-coltiva-l-orto-in-maniera-completamente-naturale.html">Greencity</a></li>
<li><a href="http://www.impactzero.biz/a-lodi-per-fare-un-albero-ci-vuole-il-compost/">Inpactzero</a></li>
<li><a href="http://www.italynews.it/notizie-regionali/lombardia/2010/03/10/a-lodi-per-fare-un-albero-ci-vuole-il-compost-16145.html">Italynews</a></li>
</ul>
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		</item>
		<item>
		<title>Servizio del TG5 sulle LIM</title>
		<link>http://www.demetriocaccamo.it/2010/02/13/servizio-del-tg-sulle-lim/</link>
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		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 12:18:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[LIM]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/3K3Ps0CDpOU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/3K3Ps0CDpOU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Web accessibile a scuola</title>
		<link>http://www.demetriocaccamo.it/2006/11/21/web-accessibile-a-scuola/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Nov 2006 20:21:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[informatica]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[L’evento, organizzato dall’IWA Italy, dall’Incomedia e dall’ITST “A. Gentileschi”, con la collaborazione dell’associazione Matite nel Web, dell’USR Lombardia Porte Aperte sul Web, e della Fondazione Torino Wireless, vuole essere un’occasione di riflessione su come diffondere la cultura dell’accessibilità nel mondo della scuola oltre che di esposizione di alcune pratiche che possono essere replicate come modello. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_33" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.demetriocaccamo.it/wp-content/uploads/2010/02/web_accessibile.jpg"><img class="size-medium wp-image-33" title="web_accessibile" src="http://www.demetriocaccamo.it/wp-content/uploads/2010/02/web_accessibile-300x165.jpg" alt="" width="300" height="165" /></a><p class="wp-caption-text">web accessibile</p></div>
<p>L’evento, organizzato dall’<strong>IWA Italy</strong>, dall’<strong>Incomedia</strong> e dall’<strong>ITST “A. Gentileschi”</strong>, con la collaborazione dell’associazione <strong>Matite nel Web</strong>, dell’USR Lombardia <strong>Porte Aperte sul Web</strong>, e della Fondazione <strong>Torino Wireless</strong>, vuole essere un’occasione di riflessione su come diffondere la cultura dell’accessibilità nel mondo della scuola oltre che di esposizione di alcune pratiche che possono essere replicate come modello.</p>
<p><strong>Programma:</strong></p>
<ul>
<li>Moderatore: <strong>Emil Abirascid</strong>, <em>Giornalista</em></li>
<li><strong>Agostino Miele</strong>, <em>ITST “A. Gentileschi”</em>
<ul>
<li>Benvenuto e Presentazione della Tavola Rotonda.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Stefano Rossi</strong>, <em>FISH (Federazione Italiana Superamento Handicap)</em>
<ul>
<li>Comunicazione e Libertà: l’importanza di comunicare per identificarsi e crescere.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Marco Bertoni</strong>, <em>IWA Italy</em>
<ul>
<li>Formazione: Formare i docenti e sensibilizzare gli studenti sui temi dell’accessibilità.</li>
<li>Formazione: Oltre i requisiti per riscoprire l’importanza dei contenuti.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Alberto Ardizzone</strong>, <em>Porte Aperte sul Web</em>
<ul>
<li>Pensare accessibile a scuola si può.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Francesca Scalabrini</strong>, <em>IRRE Lombardia</em>
<ul>
<li>Sito scolastico: didattica, comunicazione, servizio.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Demetrio Caccamo</strong>, <em>Associazione Matite nel Web</em>
<ul>
<li>Esperienze: Creazione di un sito accessibile.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Stefano Ranfagni</strong>, <em>Incomedia</em>
<ul>
<li>Strumenti: Introduzione agli strumenti automatici per la creazione di siti web accessibili</li>
<li>Strumenti: Un software per rendere accessibile l’accessibilità.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>Il programma degli interventi, la locandina dell’evento e maggiori informazioni su come iscriversi sono disponibili su:<br />
<strong><a href="http://www.websitex5.com/accessibile/convegno_milano.html"> http://www.websitex5.com/accessibile/convegno_milano.html</a></strong></p>
<p>﻿</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>A proposito di cani antidroga a scuola</title>
		<link>http://www.demetriocaccamo.it/2006/11/16/a-proposito-di-cani-antidroga-a-scuola/</link>
		<comments>http://www.demetriocaccamo.it/2006/11/16/a-proposito-di-cani-antidroga-a-scuola/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 Nov 2006 20:31:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Alla luce dei recenti fatti inerenti la presenza di droga nelle scuole, che hanno determinato un attivo intervento delle forze di polizia all’interno delle scuole superiori, ho ritenuto opportuno presentare un’interpellanza inerente il tema dei controlli con i cani antidroga estesi anche alle scuole medie della nostra città. La stessa è stata discussa nella seduta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla luce dei recenti fatti inerenti la presenza di droga nelle scuole, che hanno determinato un attivo intervento delle forze di polizia all’interno delle scuole superiori, ho ritenuto opportuno presentare un’interpellanza inerente il tema dei controlli con i cani antidroga estesi anche alle scuole medie della nostra città. La stessa è stata discussa nella seduta del Consiglio Comunale di Lodi del 6/11/2006 ed è scaturita dalla considerazione che da alcuni anni a Lodi (come in altre città) si effettuano periodicamente ispezioni nelle scuole superiori con i cani antidroga.<span id="more-37"></span><br />
Personalmente reputo “eccessivo” il ricorso a questo tipo di intervento, ancor più per la dichiarata volontà di adottarlo nelle scuole secondarie di primo grado dove è da sempre alta la vigilanza sia durante le attività didattiche sia durante le attività ricreative e ciò avviene, di regola, con l’impiego di personale docente e non docente.<br />
Non è mia intenzione descrivere le scuole medie come “isole felici” ma vorrei dar rilievo al “forte impatto”, anche “emotivo” che susciterebbe l’ingresso dei cani nelle aule ed il tipo di messaggio distorto che ne potrebbe derivare anche in funzione di ciò che ogni ragazzo, vista l’età, potrebbe riportare a casa.<br />
E’ quindi quanto meno auspicabile che tale iniziativa possa essere messa in atto solo se richiesta dalla autorità scolastica in quanto le scuole stesse hanno gli organi competenti preposti a gestire situazioni di rischio: dal Consiglio di classe aperto ai genitori, al dirigente scolastico, al Consiglio di Istituto, che sono in grado di cogliere e denunciare atteggiamenti pericolosi, così come fanno, nella quotidianità, nell’affrontare le situazioni problematiche di disagio adolescenziale che emergono durante l’anno scolastico.<br />
Su questo è ben sviluppata da anni e con risultati di tutto rispetto, soprattutto in funzione dell’interesse e della partecipazione, la collaborazione intrapresa tra il mondo della scuola e le ASL grazie agli interventi di esperti tramite percorsi mirati all’interno delle classi. Lo stesso dicasi per altri enti, quali la Croce Rossa Italiana che, quando interpellati, danno il loro apporto con il personale specializzato per incontrare i ragazzi.<br />
Per questi motivi ritengo che l’Amministrazione Comunale possa e debba esprimersi sull’argomento qui segnalato per comunicare la volontà nel promuovere forme di dialogo costruttivo tra la realtà scolastica e le forze dell’ordine anche invitando queste ultime a mettere a disposizione delle scuole i propri funzionari esperti per promuovere incontri di formazione all’interno dei progetti di educazione alla salute.<br />
Le scuole medie della nostra città hanno infatti attuato già da anni progetti di educazione alla salute proprio perché riconosciuto che gli allievi appartengono ad una fascia di età ancora non pienamente a rischio ma che si appresta ad essere esposta alle lusinghe delle nuove esperienze, senza che queste si accompagnino a valutazioni critiche delle conseguenze.<br />
Nel quadro delle attività di prevenzione delle situazioni di disagio, supportate da un’attività di informazione e soprattutto formazione, l’amministrazione comunale potrà quindi effettuare degli interventi nelle proprie scuole coinvolgendo in maniera autorevole e significativa i vari testimonial. Tra questi in primo luogo le forze dell’ordine con le quali già in passato si sono affrontati dei percorsi comuni sul tema specifico degli stupefacenti e della legalità, ciò ai fini di una collaborazione sicuramente apprezzata da studenti e genitori e che potrà rappresentare un rinforzo ed una legittimazione significativa dell’attività dei docenti.<br />
Apprezzo quindi l’attenzione prestata all’interpellanza da parte dell’Assessore Zaninelli, soprattutto per l’impegno assunto, volto a sensibilizzare sia i dirigenti scolastici che le forze dell’ordine ai fini di una efficace collaborazione sui temi proposti.</p>
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		<title>Convenzione tra il Comune di Lodi e le scuole dell’infanzia paritarie cittadine</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Oct 2006 20:33:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella seduta del Consiglio Comunale del 18/10/06 è stata approvata la Convenzione tra il Comune di Lodi e le scuole dell’infanzia paritarie cittadine. Le 7 scuole, nell’ordine: * Scuola dell’infanzia Sacra Famiglia 3 sezioni * Scuola dell’infanzia Maria Ausiliatrice 3 sezioni * Scuola dell’infanzia Madre Cabrini 3 sezioni * Scuola dell’infanzia Pio XII 1 sezione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella seduta del Consiglio Comunale del 18/10/06 è stata approvata la Convenzione tra il Comune di Lodi e le scuole dell’infanzia paritarie cittadine.<br />
Le 7 scuole, nell’ordine:</p>
<p>    * Scuola dell’infanzia Sacra Famiglia 3 sezioni<br />
    * Scuola dell’infanzia Maria Ausiliatrice 3 sezioni<br />
    * Scuola dell’infanzia Madre Cabrini 3 sezioni<br />
    * Scuola dell’infanzia Pio XII 1 sezione<br />
    * Scuola dell’infanzia San Francesco 1 sezione<br />
    * Scuola dell’infanzia Scaglioni 3 sezioni<br />
    * Scuola dell’infanzia Canossa 3 sezioni</p>
<p>usufruiranno in totale di una cifra pari a 320.000 € per ciascun anno scolastico e per il triennio 2005/07, in aumento rispetto alla convenzione precedente (280.000 €).<br />
A Lodi, di 1.200 allievi in età prescolare, 400 di essi frequentano le scuole paritarie.<br />
Di seguito il testo del mio intervento al Consiglio Comunale oltre ad una ricca serie di documenti relativi al dibattito che si è sviluppato tra le forze politiche:<br />
L’approvazione della convenzione porta avanti un percorso che, come in molte altre parti d’Italia, si è diffuso e consolidato come forma stabile di collaborazione tra i Comuni e le scuole dell’infanzia paritarie.<br />
La personale lettura di questa scelta vede l’Amministrazione Comunale riconoscere la rilevanza per la comunità locale del servizio pubblico garantito da tali scuole e sostenerne la gestione delle stesse sulla base di impegni “reciproci”.<br />
E’ proprio il “sistema convenzione” lo strumento giuridico tipico della collaborazione, anche economica, tra soggetti che perseguono fini di interesse generale in cui la nostra Amministrazione Comunale fa riferimento a terzi nell’erogazione di un servizio pubblico, ma riconosce e sostiene proprio perché «pubblico» un servizio offerto alla comunità da altri enti presenti sul territorio.<br />
La scuola, infatti, come ribadito dal ministro Fioroni, da chiunque gestita, è «pubblica» per sua natura e che la legge 62/2000 sulla parità scolastica riconosce espressamente che le scuole paritarie svolgono un servizio pubblico e sono « costitutive» del sistema nazionale di istruzione. Anche per questo nella proposta di legge della finanziaria 2007 gli stanziamenti per le scuole non statali sono “…incrementati complessivamente di 100 milioni di euro, da destinarsi prioritariamente alle scuole dell’infanzia” (Art. 68 comma 12)<br />
Sostenere il sistema integrato delle scuole dell’infanzia per il nostro Comune è inoltre l’unico modo per rispondere alla crescente domanda delle famiglie, da leggersi quindi come una importante occasione per consolidare e ulteriormente rilanciare una positiva collaborazione.<br />
E’ giusto quindi inquadrare questa convenzione non solo in termini di spesa ma anche di investimento su una risorsa che ritorna in casa delle famiglie e degli amministratori. Un ente locale che investe sulla scuola lo fa in quanto scuola e non su un privato e questo va a beneficio di tutti, per questo è altresì doveroso riconoscere che da parte dell’Amministrazione Comunale non sono mai venuti meno gli interventi a sostegno delle scuole statali, non ultimi quelli espressi con l’approvazione del Piano del diritto allo studio, meno di un mese fa, in seno al Consiglio Comunale stesso.<br />
Bisogna anche prendere atto che, da quando esistono le convenzioni, le scuole paritarie hanno incrementato gli investimenti, si sono potenziate ed il numero di sezioni è aumentato.<br />
In questo contesto, però, è utile fare qualche ulteriore considerazione inerente la globalità dei servizi offerti, mi riferisco in particolare all’inserimento in dette scuole degli alunni diversamente abili e degli stranieri.<br />
L’Art. 3 della convenzione, al punto b detta un forte richiamo alla tutela dell’inserimento di bambini/e portatori/trici di handicap, confermando la disponibilità dell’Amministrazione verso concrete forme di supporto.<br />
Per il discorso stranieri ritengo sia opportuno dare inizio ad un altro percorso comune con le scuole dell’infanzia della nostra città orientato verso protocolli unitari.<br />
Questo per evitare che si creino scuole dell’infanzia la cui progettualità è forzatamente impostata (in termini numerici) ai fini dell’accoglienza e dell’alfabetizzazione e scuole dove il numero degli alunni stranieri è irrisorio (come oggi nelle paritarie) creando ancor più disequilibrio formativo nel nostro territorio.<br />
Si tratta di un processo in continuo mutamento: i piccoli stranieri crescono e la scuola dell’infanzia non può pensare che l’integrazione dei nuovi alunni avvenga “naturalmente”: Servono strumenti che rendano questo lavoro efficace e utile, per i bambini e per le scuole.<br />
Dai dati sulla presenza degli alunni stranieri, rilevati attraverso il Sistema Informativo del MIUR nello scorso mese di febbraio emerge che il loro numero, in termini assoluti, è cresciuto dallo scorso anno in tutta la Lombardia ( arrivando all’11%). In Provincia di Lodi abbiamo visto un aumento che ha fatto assestare il dato percentuale alunni stranieri in età prescolare al 13,6%.<br />
Viene spontaneo chiedersi se non sia possibile trovare un modo per agevolare anche per questo settore l’inserimento di questi bambini nelle paritarie.<br />
Considerando un chiaro valore aggiunto la presenza di scuole paritarie all’interno del nostro sistema scolastico, si auspica che il loro lavoro possa essere svolto sempre più in sinergia con le esigenze del territorio e in collaborazione con gli enti locali.</p>
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		<title>Cani antidroga a scuola</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Oct 2006 20:19:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Il testo dell’interpellanza da me presentata al Comune di Lodi il 9/10/2006 * Alla luce dei recenti fatti inerenti la presenza di droga nelle scuole, che hanno determinato un attivo intervento delle forze di polizia all’interno delle scuole superiori. * reputando eccessivo il ricorso ai cani antidroga, ancor più per la dichiarata volontà di utilizzarli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il testo dell’interpellanza da me presentata al Comune di Lodi il 9/10/2006</p>
<p>* Alla luce dei recenti fatti inerenti la presenza di droga nelle scuole, che hanno determinato un attivo intervento delle forze di polizia all’interno delle scuole superiori.<br />
* reputando eccessivo il ricorso ai cani antidroga, ancor più per la dichiarata volontà di utilizzarli nelle scuole secondarie di primo grado<br />
* auspicando che tale iniziativa possa essere messa in atto solo se richiesta dalla autorità scolastica<br />
* ritenendo che l’Amministrazione Comunale possa e debba esprimersi sull’argomento qui segnalato<br />
* interpella il Sindaco per comunicare la volontà dell’Amministrazione Comunale nel promuovere forme di dialogo costruttivo tra la realtà scolastica e le forze dell’ordine anche invitando queste ultime a mettere a disposizione delle scuole i propri funzionari esperti per promuovere incontri di formazione all’interno dei progetti di educazione alla salute.</p>
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