Convenzione tra il Comune di Lodi e le scuole dell’infanzia paritarie cittadine

Nella seduta del Consiglio Comunale del 18/10/06 è stata approvata la Convenzione tra il Comune di Lodi e le scuole dell’infanzia paritarie cittadine.
Le 7 scuole, nell’ordine:

* Scuola dell’infanzia Sacra Famiglia 3 sezioni
* Scuola dell’infanzia Maria Ausiliatrice 3 sezioni
* Scuola dell’infanzia Madre Cabrini 3 sezioni
* Scuola dell’infanzia Pio XII 1 sezione
* Scuola dell’infanzia San Francesco 1 sezione
* Scuola dell’infanzia Scaglioni 3 sezioni
* Scuola dell’infanzia Canossa 3 sezioni

usufruiranno in totale di una cifra pari a 320.000 € per ciascun anno scolastico e per il triennio 2005/07, in aumento rispetto alla convenzione precedente (280.000 €).
A Lodi, di 1.200 allievi in età prescolare, 400 di essi frequentano le scuole paritarie.
Di seguito il testo del mio intervento al Consiglio Comunale oltre ad una ricca serie di documenti relativi al dibattito che si è sviluppato tra le forze politiche:
L’approvazione della convenzione porta avanti un percorso che, come in molte altre parti d’Italia, si è diffuso e consolidato come forma stabile di collaborazione tra i Comuni e le scuole dell’infanzia paritarie.
La personale lettura di questa scelta vede l’Amministrazione Comunale riconoscere la rilevanza per la comunità locale del servizio pubblico garantito da tali scuole e sostenerne la gestione delle stesse sulla base di impegni “reciproci”.
E’ proprio il “sistema convenzione” lo strumento giuridico tipico della collaborazione, anche economica, tra soggetti che perseguono fini di interesse generale in cui la nostra Amministrazione Comunale fa riferimento a terzi nell’erogazione di un servizio pubblico, ma riconosce e sostiene proprio perché «pubblico» un servizio offerto alla comunità da altri enti presenti sul territorio.
La scuola, infatti, come ribadito dal ministro Fioroni, da chiunque gestita, è «pubblica» per sua natura e che la legge 62/2000 sulla parità scolastica riconosce espressamente che le scuole paritarie svolgono un servizio pubblico e sono « costitutive» del sistema nazionale di istruzione. Anche per questo nella proposta di legge della finanziaria 2007 gli stanziamenti per le scuole non statali sono “…incrementati complessivamente di 100 milioni di euro, da destinarsi prioritariamente alle scuole dell’infanzia” (Art. 68 comma 12)
Sostenere il sistema integrato delle scuole dell’infanzia per il nostro Comune è inoltre l’unico modo per rispondere alla crescente domanda delle famiglie, da leggersi quindi come una importante occasione per consolidare e ulteriormente rilanciare una positiva collaborazione.
E’ giusto quindi inquadrare questa convenzione non solo in termini di spesa ma anche di investimento su una risorsa che ritorna in casa delle famiglie e degli amministratori. Un ente locale che investe sulla scuola lo fa in quanto scuola e non su un privato e questo va a beneficio di tutti, per questo è altresì doveroso riconoscere che da parte dell’Amministrazione Comunale non sono mai venuti meno gli interventi a sostegno delle scuole statali, non ultimi quelli espressi con l’approvazione del Piano del diritto allo studio, meno di un mese fa, in seno al Consiglio Comunale stesso.
Bisogna anche prendere atto che, da quando esistono le convenzioni, le scuole paritarie hanno incrementato gli investimenti, si sono potenziate ed il numero di sezioni è aumentato.
In questo contesto, però, è utile fare qualche ulteriore considerazione inerente la globalità dei servizi offerti, mi riferisco in particolare all’inserimento in dette scuole degli alunni diversamente abili e degli stranieri.
L’Art. 3 della convenzione, al punto b detta un forte richiamo alla tutela dell’inserimento di bambini/e portatori/trici di handicap, confermando la disponibilità dell’Amministrazione verso concrete forme di supporto.
Per il discorso stranieri ritengo sia opportuno dare inizio ad un altro percorso comune con le scuole dell’infanzia della nostra città orientato verso protocolli unitari.
Questo per evitare che si creino scuole dell’infanzia la cui progettualità è forzatamente impostata (in termini numerici) ai fini dell’accoglienza e dell’alfabetizzazione e scuole dove il numero degli alunni stranieri è irrisorio (come oggi nelle paritarie) creando ancor più disequilibrio formativo nel nostro territorio.
Si tratta di un processo in continuo mutamento: i piccoli stranieri crescono e la scuola dell’infanzia non può pensare che l’integrazione dei nuovi alunni avvenga “naturalmente”: Servono strumenti che rendano questo lavoro efficace e utile, per i bambini e per le scuole.
Dai dati sulla presenza degli alunni stranieri, rilevati attraverso il Sistema Informativo del MIUR nello scorso mese di febbraio emerge che il loro numero, in termini assoluti, è cresciuto dallo scorso anno in tutta la Lombardia ( arrivando all’11%). In Provincia di Lodi abbiamo visto un aumento che ha fatto assestare il dato percentuale alunni stranieri in età prescolare al 13,6%.
Viene spontaneo chiedersi se non sia possibile trovare un modo per agevolare anche per questo settore l’inserimento di questi bambini nelle paritarie.
Considerando un chiaro valore aggiunto la presenza di scuole paritarie all’interno del nostro sistema scolastico, si auspica che il loro lavoro possa essere svolto sempre più in sinergia con le esigenze del territorio e in collaborazione con gli enti locali.

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