L’incoerenza digitale di forza italia
Ripercorrendo i temi delle mozioni e degli ordini del giorno presentati in occasione del consiglio comunale del 19 aprile riteniamo sia necessaria qualche considerazione anche e soprattutto in relazione all’intervento del consigliere Maggi. Nel suo intervento il consigliere di FI ha più volte ribadito la necessità di pubblicare sul sito del Comune di Lodi l’albo dei contributi erogati dallo stesso Comune con i nomi dei relativi beneficiari.
Dalla necessità di preservare la privacy delle persone fisiche dalla pubblicazione anche in base alle norme sulla tutela del trattamento dei dati personali nasce la decisione della maggioranza di non dare assenso a questa proposta.
Su questo punto basta fare riferimento al dl 30/6/2003 dove gli art. 1 e 3 fanno un chiaro riferimento alla riservatezza, all’identità personale e al diritto alla protezione dei dati personali.
La situazione anomala riguarda invece la discussione di due mozioni e la votazione del conseguente ordine del giorno presentato dal gruppo dei Democratici di Sinistra. Le mozioni riguardavano l’introduzione del software “open source” nella PA e alcune proposte in “termini di comunicazione digitale e accessibilità” del sito web del Comune di Lodi.
Al termine della loro presentazione sempre il consigliere Maggi nella sua dichiarazione riteneva di condividere tutta la linea del documento presentato; al momento della votazione ha però votato contro.
Il dubbio è lecito: il consigliere Maggi e FI condividevano il merito dell’OdG dei DS fin quando la maggioranza di sinistra ha dichiarato che avrebbe votato contro alla sua proposta di pubblicare i beneficiari dei contributi comunali?
Evitiamo di commentare altri interventi di alcuni consiglieri del centro-destra che hanno dimostrato evidenti limiti riguardo alle nuove tecnologie e all’innovazione. Esponenti della Casa delle Libertà hanno definito il software “open source” non rispettoso della proprietà intellettuale. Ci limitiamo a rispondere che è dal software “open source” che è nato il software proprietario e che anche nel Lodigiano un’azienda informatica di primissimo livello nazionale utilizza e vende software “open source” nei suoi prodotti; dubitiamo che a questa azienda lodigiana farà piacere sentirsi definire indirettamente “poco rispettosa della proprietà intellettuale”.
Ma dal punto di vista politico la cosa più incomprensibile resta il fatto che il centro-destra Lodigiano ha votato contro dei provvedimenti che si rifanno fedelmente alle direttive del Ministro Stanca del governo Berlusconi.
Ricapitolando il centro-destra in Comune ha detto no all’introduzione del software “open source nella PA” d irettiva del Ministero per l’Innovazione e le Tecnologie del 19 dicembre 2003.
Ha detto no anche al “Codice dell’Amministrazione digitale” del D.L. del 7 marzo 2005 e alla legge n. 4, 9 gennaio 2004 “Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici” votati all’unanimità dal Parlamento.
Ancora una volta la destra locale dimostra di preferire logiche di ottusa contrapposizione in riferimento a provvedimenti che provengono addirittura dal Governo nazionale del loro stesso colore…
Demetrio Caccamo e Matteo D’Agostino, consiglieri comunali Ds di Lodi


